Incontro al MiSE sul futuro dell’impianto Versalis di Porto Marghera

Assessore all’Energia: Eni Versalis deve consegnarci il piano industriale dettagliato con precisati gli investimenti e le prospettive occupazionali dello stabilimento

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La Green Refinery di Eni a Porto Marghera (Ve). Credit: Eni- (CC BY-NC 2.0)

Eni Versalis a Porto Marghera occupa circa 400 persone

L’Assessore regionale allo sviluppo economico ed energia del Veneto ha partecipato oggi a Roma all’incontro convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare il tema del futuro dell’impianto Eni Versalis, azienda di Porto Marghera che occupa circa 400 persone. Un incontro che era stato richiesto dalla Regione del Veneto in occasione del tavolo della chimica svoltosi lo scorso 20 luglio.

“Davanti al viceministro e alla presenza dei sindacati ho voluto ribadire due priorità assolute per quanto riguarda la Regione del Veneto – dichiara l’Assessore all’energia del Veneto -. Eni Versalis deve consegnarci il piano industriale dettagliato con precisati gli investimenti e le prospettive occupazionali dello stabilimento. L’azienda, inoltre, deve darci delle garanzie rispetto alla linea di cracking esistente a Porto Marghera. Manutenzione che per noi significa sicurezza non solo per quanto riguarda, in primis, i lavoratori ma anche per l’ambiente”.

“Queste sono le due priorità poste da Regione del Veneto – precisa ancora l’Assessore veneto -; le stesse priorità che poniamo come condizioni necessarie per poter immaginare uno sviluppo sostenibile, produttivo di ampio respiro per Porto Marghera e per la chimica in Italia. Chimica che rappresenta uno degli assi portanti della nostra economia”.

Un’ultima riflessione, a margine della riunione, l’assessore veneto la riserva al tema del futuro dell’azienda di Porto Marghera, collocandolo nell’ampio contesto della transizione ecologica.

“In tutto questo ragionamento mi rimane un dubbio – sottolinea l’Assessore regionale allo sviluppo economico del Veneto -. Si parla di transizione ecologica, di energie pulite e rinnovabili, ma va sottolineato che nel PNRR non c’è traccia della chimica, né di investimenti rivolti ad Eni per questo settore. Invece credo che anche su questo vada fatta una riflessione di ampio respiro”.

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