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“Coltiviamo agricoltura sociale”, dieci anni nel segno dell’inclusione

“Coltiviamo agricoltura sociale”, da dieci anni nel segno dell’inclusione
Foto Confagricoltura

Dignità, opportunità e lavoro per le persone vulnerabili

“Coltiviamo agricoltura sociale” è in gran forma. A dieci anni dal primo bando realizzato da Confagricoltura, Reale Foundation e Senior L’età della Saggezza Onlus in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali il numero di adesioni continua a crescere.

Si segnalano inoltre il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il contributo di Unioncamere.

I numeri di “Coltiviamo agricoltura sociale”

Il bando nasce in seguito all’approvazione della Legge 141 del 18 agosto 2015 – Disposizioni in materia di agricoltura sociale.

Ma vediamo dalla lettura di alcuni numeri qual è stata l’evoluzione del bando “Coltiviamo agricoltura sociale” in questi dieci anni:

Un bilancio decisamente positivo per un progetto che valorizza e sostiene in modo concreto le imprese agricole che uniscono innovazione, etica e sostenibilità.

Il sostegno alle fragilità

In dieci anni “Coltiviamo agricoltura sociale” ha privilegiato le persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico; giovani e minori in situazioni di disagio educativo; immigrati, rifugiati e richiedenti asilo; donne fragili e vittime di violenza.

L’impatto positivo di queste aziende sui territori dove, di conseguenza, si rafforza la coesione sociale è un aspetto che ci sembra particolarmente rilevante.

Un principio che Alberto Statti, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, ha messo bene in luce a partire dall’apertura a nuovi orizzonti: «Dalla creazione di beni per la collettività al mantenimento di un tessuto sociale vitale nelle aree interne del Paese, oltre ad essere anche un incentivo economico».

Non si tratta solo di creare un vantaggio economico per le imprese agricole, ma di creare valore sociale: «Il vero progresso nasce quando l’economia si mette al servizio delle persone e dei territori, creando opportunità per tutti».

L’agricoltura sociale è un’agricoltura che crea profitto

L’agricoltura sociale è un’agricoltura che produce facendo attività che vanno a vantaggio della società, ha sottolineato Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura. Infatti l’ha definita una forma di multifunzionalità che ha prodotto risultati particolarmente interessanti.

«L’agricoltura sociale trasforma la fragilità in forza. Non coltiva solo prodotti, ma anche futuro e solidarietà fra generazioni», ha affermato Angelo Santori, presidente di Senior-L’Età della Saggezza Onlus.

Santori auspica un rilancio del settore e, da parte della politica, maggiore sostegno e politiche adeguate per accompagnare la crescita di un’agricoltura che arricchisce i territori di valori etici, ambientali ed economici: «Quando una comunità investe nelle persone più fragili, non cresce solo chi viene aiutato, ma l’intero territorio».

È il momento di acquisire una nuova visione

Dopo dieci anni si fanno giustamente dei bilanci, ma si deve anche guardare al futuro, come ha dichiarato Marco Berardo Di Stefano, presidente della Rete Fattorie Sociali, per il quale è arrivato il momento di acquisire una nuova visione «capace di accompagnare l’evoluzione dell’agricoltura sociale nei prossimi anni, rafforzandone il ruolo economico, sociale e ambientale.

Innovazione, reti territoriali e politiche strutturali saranno le leve per renderla sempre più centrale nello sviluppo sostenibile del Paese».

Interessante una sottolineatura di Di Stefano: le fattorie sociali creano occupazione se vendono i loro prodotti. Pertanto l’agricoltura sociale deve avere un proprio marchio che li valorizzi.

Le aziende voglio essere sostenibili

Antonio Romeo, dirigente innovazione digitale di Unioncamere, spiega come la sostenibilità in tutte le sue accezioni goda di crescente attenzione nel 65,4% delle aziende, molto apprezzata anche dai consumatori. Con il progetto “Sustainability”, Unioncamere accompagna le imprese in questo percorso (le piccole e micro imprese hanno maggiori difficoltà).

Un altro importante progetto di Unioncamere con il dipartimento per le Pari Opportunità riguarda il percorso per ottenere la certificazione della parità di genere.

Con il Ministero dell’Ambiente della Sicurezza Energetica, invece, è stato avviato un percorso per le Comunità Energetiche Rinnovabile: un modo di fare comunità tra soggetti diversi che fa bene all’ambiente e contrasta il fenomeno della povertà energetica.

I vincitori del bando “Coltiviamo agricoltura sociale”

Ai vincitori del bando vanno 40mila euro ciascuno:

Premio Speciale Celebrativo del Decennale di 20mila euro all’azienda agricola Tirollallà srls di Santa Croce Camerina (RG) che coltiva frutti di bosco e altri alberi da frutto con pratiche sostenibili e produce anche confetture artigianali (lamponi e more) realizzate con frutti a residuo zero.

Il progetto Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza vuole creare un modello di agricoltura sociale per garantire il diritto al lavoro agli immigrati che intendono integrarsi aiutandoli nell’iter burocratico di regolarizzazione del soggiorno in Italia.

Ventotenemia APS si aggiudica il Premio Sezione Speciale (20mila euro) per le cooperative sociali che si occupano della gestione e riqualificazione del verde pubblico con il progetto L’agricoltura non ISOLA, che sviluppa percorsi di inclusione socio-lavorativa per giovani e immigrati residenti a Ventotene (LT).

Il progetto prevede la messa a dimora di ulivi e capperi in aree agricole dell’isola, recuperando le antiche pratiche introdotte dai Borbone alla fine del Settecento e valorizzando luoghi simbolici legati alla storia recente. È un percorso territoriale che unisce memoria, paesaggio e inclusione, creando opportunità di formazione e lavoro nei periodi non turistici.

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