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Slitta ancora l’assicurazione clima per le PMI: quando diventa obbligatoria?

Costi assicurazioni: il ruolo dei cambiamenti climatici
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Arriva un nuovo rinvio – il secondo in pochi mesi – per l’assicurazione clima obbligatoria PMI. Le aziende italiane dovranno dotarsi di una polizza contro gli eventi catastrofali, ma non prima di ottobre. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri del 27 marzo, a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo obbligo, previsto per il 1° aprile. Introducendo anche un calendario differenziato in base alla taglia delle imprese.

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L’obbligo di dotarsi di un’assicurazione contro le calamità naturali è stato introdotto con la legge di bilancio 2024. Inizialmente doveva scattare dal 1° gennaio 2025. Il governo ha poi spostato il termine di 3 mesi, al 31 marzo 2025, con un emendamento nel decreto Milleproroghe. Il decreto attuativo con tutti i dettagli sul perimetro dell’obbligo di polizza anti-calamità è però arrivato solo a fine febbraio, entrando in vigore da metà marzo.

Assicurazione clima obbligatoria PMI: le nuove scadenze

Vediamo quali sono le nuove scadenze stabilite dall’esecutivo sull’obbligo, per tutte le aziende italiane, di stipulare assicurazioni contro gli eventi catastrofali.

Rispetto a quando disposto dal decreto attuativo entrato in vigore a metà marzo 2025, che stabiliva l’obbligo a partire dal 1° aprile di quest’anno per tutte le imprese nazionali, adesso la tempistica varia a seconda della dimensione dell’azienda.

Nel dettaglio, la copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali diventerà obbligatoria:

La novità arriva in seguito alle richieste pressanti da parte delle associazioni di categoria dell’industria.

Confesercenti plaude il rinvio per dare tempo a tutti di adeguarsi e affrontare alcuni problemi come “lo squilibrio tra locatore e locatario: chi paga l’affitto sostiene il costo della polizza, mentre la copertura assicurativa va esclusivamente a vantaggio del proprietario dell’immobile”. Ma Confesercenti rileva anche che “manca un progetto organico di messa in sicurezza del territorio, che renderebbe il provvedimento più coerente e funzionale”.

Parla di scelta “giusta” anche Confcommercio, che chiede anche “un tavolo di confronto e monitoraggio permanente e strutturato con la partecipazione delle associazioni di rappresentanza delle imprese e delle assicurazioni e dei Ministeri competenti”.

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