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ESG: anche la natalità è un indicatore di sostenibilità

ESG: anche la natalità è un indicatore di sostenibilità

Nel confronto sulla sostenibilità, la natalità, o, più correttamente, il fenomeno della de-natalità, non compare con frequenza tra gli indicatori monitorati. Ciò avviene perché viene tradizionalmente percepita come una variabile demografica separata dalle politiche ambientali e dai processi di transizione ecologica. Tuttavia, se analizzata attraverso una prospettiva ESG, la dinamica demografica assume una rilevanza sistemica, perché è un importante e “proattivo” indicatore della capacità di un Paese di garantire benessere, equità e continuità alle proprie comunità.

La natalità, infatti, non rappresenta semplicemente un valore statistico, ma un proxy della qualità complessiva del sistema socio-economico e del funzionamento del mercato del lavoro.

Le scelte riproduttive non sono mai pienamente riconducibili alla sfera individuale: la decisione di rinviare o rinunciare alla genitorialità è spesso l’esito di condizioni strutturali che incidono sulla libertà di scelta delle persone. Tali condizioni rientrano a pieno titolo nelle tre dimensioni della sostenibilità:

In questa prospettiva, ecco perché la natalità si configura come un indicatore integrato di sostenibilità, capace di restituire la misura della coerenza tra politiche ambientali, assetti sociali e qualità della governance.

Non si tratta quindi di un tema “marginale” rispetto alla transizione ecologica, ma di una variabile strutturale che contribuisce a definire la capacità di un Paese di progettare il proprio futuro.

Ma entriamo nel dettaglio.

“E” di Environmental: la rigenerazione non riguarda solo le risorse naturali

La sostenibilità ambientale si fonda su un principio cardine: rigenerare ciò che utilizziamo. Questo vale per l’acqua, l’energia, il suolo, la biodiversità. Ma vale anche per le risorse umane.

Un Paese che non riesce a garantire condizioni tali da permettere alle persone di scegliere liberamente se e quando diventare genitori è un Paese che non si rigenera. E un sistema che non si rigenera non è sostenibile, neppure dal punto di vista ambientale.

La transizione ecologica richiede:

Senza persone, senza nuove generazioni, senza fiducia nel futuro, nessuna strategia climatica o energetica può essere realmente efficace.

“S” di Social: la parità e la libertà sono elementi cardine del benessere sociale

Tra gli indicatori ESG, la dimensione sociale include equità di genere, inclusione, benessere dei lavoratori, accesso ai servizi.

Ci sono però due fattori fondamentali che restano trotto spesso impliciti:

Quando parità e libertà mancano, la natalità cala. Non per “scarsa volontà”, ma perché il sistema non risulta sostenibile per le persone.

La natalità diventa così un indicatore trasversale della sostenibilità sociale: misura quanto un Paese sia in grado di garantire condizioni eque, servizi adeguati e modelli organizzativi compatibili con la vita reale.

“G” di Governance: i modelli organizzativi abilitano o ostacolano la scelta

La natalità è anche un indicatore della qualità della governance.

Le imprese che adottano modelli di merito basati sui risultati, che superano la cultura della presenza e che investono in equità salariale contribuiscono direttamente a creare un contesto favorevole alla libertà di scelta.

Al contrario, aspettative irrealistiche sulla fascia 25–50 anni, carriere costruite sull’iper-disponibilità e mancanza di politiche di conciliazione generano un impatto negativo non solo sulle scelte familiari, ma anche sulla produttività, sulla retention e sulla competitività.

Integrare la natalità nelle strategie ESG significa riconoscere che la sostenibilità non riguarda solo le risorse naturali, ma anche la capacità di un sistema di rigenerare le proprie risorse umane.

Nasce l’Osservatorio ALEDIS sulla Natalità come libertà di scelta

ALEDIS avvia un progetto di ricerca continuativa per analizzare in modo sistematico le condizioni che influenzano la libertà di scelta rispetto alla genitorialità.

Abbiamo sviluppato un questionario rivolto a uomini e donne di ogni età e professione, con l’obiettivo di raccogliere percezioni ed esperienze in cinque aree chiave:

I risultati confluiranno nel Position Paper dell’Osservatorio ALEDIS sulla Natalità, che offrirà dati e raccomandazioni operative per imprese e istituzioni.

Il questionario è anonimo e aperto a tutte e tutti.  

Ogni contributo è fondamentale per restituire un quadro reale delle condizioni che influenzano la scelta di diventare genitori.

ALEDIS monitorerà annualmente l’evoluzione di questi fattori, con l’obiettivo di promuovere politiche e modelli organizzativi che rendano la genitorialità una scelta possibile, sostenibile e non penalizzante.

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