Rinnovabili

Accumulo protagonista dell’asta per il Mercato della capacità 2027: catalizzati il 95% dei nuovi MW

Adeguatezza del sistema elettrico
Foto di Wolfgang Arbesser da Pixabay

di Alessandro Petrone

Il mercato della capacità 2027 premia l’accumulo. È questa la principale evidenza del rendiconto pubblicato da Terna a seguito dell’asta madre tenutasi il 26 e 27 febbraio. A fronte di 594 MW complessivi di nuova capacità assegnata, ben 563 MW – pari a circa il 95% – sono rappresentati da sistemi di accumulo elettrochimico. Solo briciole per le altre tecnologie: 28 MW al termoelettrico e appena 2 MW al fotovoltaico.

Accumulo quasi esclusivo: confronto con l’asta 2026

Il salto rispetto all’anno precedente è significativo. Nel mercato della capacità 2026, i sistemi di accumulo avevano ottenuto circa il 60% dei 140 MW assegnati, contro un 30,7% destinato al termico – principalmente tramite ripotenziamenti – e un restante 9,2% suddiviso fra solare ed eolico (Qui il rendiconto 2026). Con l’asta per il 2027, il profilo tecnologico della nuova capacità assume una connotazione nettamente più indirizzata verso le batterie. (Rendiconto 2027)

Mercato della capacità 2027: i numeri dell’asta madre

Complessivamente, l’asta ha assegnato 38.047 MW di capacità esistente e 594 MW di capacità nuova autorizzata, con un premio uniforme pari a 47.000 €/MW/anno. A questi si sommano 4.365 MW di capacità estera, prevalentemente sull’interconnessione Nord (4.200 MW), per un costo complessivo dell’asta pari a 1.847,3 milioni di euro. Il costo della capacità nuova assegnata nell’asta 2027 è stato pari a 27,92 milioni di euro, in crescita rispetto ai 7,86 milioni dell’anno precedente, quando la nuova capacità autorizzata era stata di appena 140 MW.

Distribuzione geografica e operatori coinvolti

La quasi totalità degli impianti di accumulo assegnati si concentra nell’area Nord, con operatori come Italian Smart Storage, Atlas Storage, A2A e Enel Produzione fra i principali aggiudicatari. L’azienda AS Storage, con il sito da 168 MW a Rondissone, risulta il player con il più alto volume assegnato in questa tornata. Anche il Sud e le Isole risultano rappresentati, ma con valori marginali rispetto al Nord.

Accumulo nel mercato della capacità: una tendenza strutturale

La forte affermazione dell’accumulo nel mercato della capacità 2027 conferma una tendenza già intravista nelle edizioni precedenti ma che ora diventa predominante. La logica del meccanismo – che remunera la disponibilità garantita di potenza – ben si sposa con le caratteristiche dei sistemi di accumulo, soprattutto in un sistema elettrico che vede crescere la quota di rinnovabili non programmabili.

Transizione e sicurezza del sistema: accumulo come elemento chiave

Il ruolo dell’accumulo è sempre più strategico per la flessibilità e la resilienza della rete elettrica nazionale. Lo dimostrano i risultati dell’asta, che riflettono le scelte tecnologiche e industriali degli operatori, ma anche l’evoluzione normativa e di mercato. Il mercato della capacità rappresenta oggi uno strumento cruciale per attrarre investimenti in tecnologie che possano contribuire all’adeguatezza del sistema nei prossimi anni, in linea con gli obiettivi del PNIEC e le sfide di decarbonizzazione e sicurezza energetica.

Alla luce degli esiti, è evidente che il percorso intrapreso con l’asta 2027 segna una nuova fase per il mercato della capacità italiano. Se nel 2026 gli accumuli erano già protagonisti, nel 2027 diventano quasi esclusivi, a indicare che la direzione verso cui si muovono sistema elettrico e investitori è ormai tracciata: affidabilità, flessibilità e stoccaggio. Tre pilastri imprescindibili per la transizione.

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