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1a asta MACSE, ARERA fissa il premio massimo annuale a 37mila €/MWh

1a asta MACSE, ARERA fissa il premio massimo annuale a 37mila €/MWh

Si alza il premio massimo che i partecipanti possono offrire all’asta batterie

Il premio massimo per la 1a asta del nuovo mercato a termine MACSE, dedicata alle batterie agli ioni di litio e altre tecnologie di accumulo elettrochimico, si alza a 37mila euro/MWh l’anno. Lo comunica la delibera del 29 luglio 2025 n. 362/2025/R/eel dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), in risposta all’ultima consultazione pubblica sul tema.

L’orientamento originario dell’Authority indicava, infatti, un valore di premio massimo pari a 32.000 euro/MWh/anno; valore determinato applicando la formula per il calcolo del CONE, il costo fisso totale per unità di potenza installata che un nuovo impianto deve sostenere per entrare in funzione.

La cifra iniziale, però, era stata giudicata troppo basso dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione, ritenendola insufficiente ad attrarre nuovi investimenti.

1a asta MACSE: il calcolo del CONE

Ricordiamo che nel calcolo del CONE (acronimo di Cost of New Entry) sono stati presi in considerazione i seguenti parametri:

Nel nuovo calcolo sono stati rivisti i parametri INV e CFO, portandoli rispettivamente a:

Bande per lFCR

La delibera dell’ARERA chiarisce inoltre che gli accumulatori che si aggiudicheranno un contratto in questa prima asta MACSE non dovranno mettere a disposizione gratuitamente le bande obbligatorie per la FCR (riserva di frequenza), il servizio di regolazione della rete elettrica. Il motivo? Per tali risorse una simile operazione “rappresenterebbe un aggravio in termini tecnici e gestionali limitato a un ridotto periodo di tempo”.

Questi stessi sistemi di stoccaggio potranno invece partecipare ai meccanismi di mercato per fornire tale servizio.

Costi per la valutazione del MACSE

La valutazione del mercato, prevista dal decreto ministeriale 10 ottobre 2024, deve essere affidata a un soggetto indipendente. I costi sostenuti da questo valutatore saranno coperti attraverso un corrispettivo specifico – il Pqoth – applicato sul prelievo di energia che già serve a coprire altre partite economiche del servizio di dispacciamento.

Perché questa e non un’altra soluzione, come la creazione di un fondo ad hoc finanziato dai beneficiari del MACSE? Perché sarebbe alto il rischio di un disallineamento temporale tra il momento in cui i costi di valutazione vengono sostenuti (probabilmente prima del 2028) e l’inizio del riconoscimento dei corrispettivi fissi agli aggiudicatari.

Questo renderebbe necessarie risorse esterne al MACSE. Inoltre la gestione di un nuovo fondo creerebbe un aggravio amministrativo considerato rilevante. L’entità del costo unitario per la valutazione, invece, se a carico dei corrispettivi fissi, sarebbe talmente ridotta da non avere alcun impatto sul premio massimo.

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