Rinnovabili

Terna pubblica i contingenti della prima asta MACSE

1a asta MACSE, ARERA fissa il premio massimo annuale a 37mila €/MWh

Prima asta MACSE con anno di consegna 2028

È partito ufficialmente il conto alla rovescia verso la prima asta del MACSE, il nuovo Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico. Ieri Terna ha pubblicato i valori del Contingente nazionale e dei Contingenti minimo e massimo per area, confermando quanto già anticipato nei mesi scorsi.

Per l’anno di consegna 2028 – l’orizzonte temporale entro cui la capacità di accumulo aggiudicata dovrà essere completata, connessa alla rete e pienamente operativa – sono in gara 10 GWh a livello nazionale, che salgono a 12,5 GWh sommando tutti i contingenti massimi per area.

Per la precisione, i volumi massimi aggiudicabili dalla prima asta MACSE sono:

AreaContingente Minimo [GWh]Contingente Massimo [GWh]
Centro Sud03,0
Sud e Calabria07,0
Sicilia0,51,5
Sardegna0,51,0

La metodologia di calcolo

Per stimare il fabbisogno di storage per il 2028, Terna ha adottato una metodologia semplificata che si basa sul confronto tra costi e benefici. I benefici sono stati calcolati considerando il gas evitato e il contributo all’adeguatezza del sistema. In quest’ultimo caso, Terna ha stimato che la nuova capacità di accumulo ridurrà il bisogno di capacità esistente sul mercato, generando un beneficio stimato in circa 8 mila €/MWh l’anno.

“Tale beneficio – scrive il gestore della rete – si confronta con il costo degli accumuli, rappresentato dalla stima del premio medio della capacità di accumulo aggiudicataria nelle procedure concorrenziali del MACSE in cui ciascuna offerta accettata viene remunerata al prezzo dalla stessa indicato (il cosiddetto sistema “pay-as-bid”) e non a quello marginale (il cosiddetto “pay-as-clear”)”.

Come evidenziato nello studio sulle tecnologie di accumulo predisposto dal TSO, nel breve termine si stima un costo compreso nell’intervallo 31 mila – 51 mila €/MWh l’anno, con un valore di riferimento pari a 43 mila €/MWh l’anno.

Considerando tutti i benefici, il fabbisogno ottimale risulterebbe di 14 GWh. Tuttavia, per cautela e per tenere conto dell’incertezza sulla quantità di rinnovabili effettivamente installate, è stato considerato solo l’85% del beneficio derivante dal gas evitato. Con questa stima prudenziale, il fabbisogno nazionale di accumulo per il 2028 è sceso a 10 GWh.

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