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Pubblicato in GU il Codice della Ricostruzione

Il Codice della Ricostruzione in GU:
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E’ stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale il “Codice della Ricostruzione”, legge quadro in materia di ricostruzione post calamità, Legge n. 40 del 18 marzo 2025.

Nata nel tentativo di superare l’eccessiva frammentarietà normativa e operativa della ricostruzione emersa negli ultimi anni, la Legge definisce una norma omogenea per tutti i processi di ricostruzione, definisce un solo modello per le ricostruzioni e snellisce e velocizza i tempi di ricostruzione. 

Attualmente sono attivi sul territorio nazionale otto processi di ricostruzione post calamità, gestiti con modalità differenziate e disciplinati da norme ad hoc che presentano elementi di sovrapposizione, ma anche differenze sostanziali in termini di governance, strumenti e procedure. Con il Codice della Ricostruzione, Legge n.40/2025, si supera questo gap normativo e si omogeneizzano i modelli di intervento. 

Quando si applica il Codice della Ricostruzione 

Come chiarisce l’articolo 1 della Legge Quadro post calamità, il Codice della ricostruzione si applica in presenza di 2 circostante: 

E’ bene chiarire cosa si intenda per “Stato di ricostruzione di rilievo nazionale”. Questa condizione può essere deliberabile dal Consiglio dei Ministri al termine di scadenza dello stato di emergenza di rilievo nazionale, nel caso in cui il Capo del Dipartimento della protezione civile, valuti l’impossibilità di procedere con ordinanze di protezione civile a causa della gravità dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate dall’evento calamitoso.

Questa delibera può essere adottata nei casi in cui sia necessario provvedere ad una complessiva revisione dell’assetto urbanistico ed edilizio delle aree colpite in conseguenza di un diffuso danneggiamento di edifici e infrastrutture.

Lo Stato di ricostruzione di rilievo nazionale può durare al massimo 5 anni, e può essere prorogabili fino a dieci anni.

La funzione del Commissario straordinario alla ricostruzione

La norma affida ampio potere operativo e decisionale al Commissario straordinario alla ricostruzione, affiancato da una Cabina di coordinamento multisoggetto per garantire efficacia e trasparenza nella ricostruzione.

Il Codice della ricostruzione stabilisce la figura del Commissario straordinario, per guidare e coordinare la ricostruzione dopo calamità di rilievo nazionale. 

Può essere scelto tra i presidenti di regione o figure con specifiche competenze.

Il Commissario straordinario:

La Cabina di coordinamento per la ricostruzione

Come appena sottolineato, il Commissario sarà affiancato da una Cabina di coordinamento, il cui compito sarà quello di:

Interventi di ricostruzione del patrimonio pubblico

Il Codice della ricostruzione interviene sia sulla ricostruzione privata che su quella pubblica. Attraverso una disposizione di legge apposita, dopo l’approvazione dello stato di ricostruzione di rilievo nazionale, vengono stanziate le risorse economiche necessarie. 

Gli interventi che potranno beneficiare dei fondi devono essere destinati alla ricostruzione, ripristino e riparazione: 

Per attuare il piano pluriennale di interventi il Commissario deve approvare (tramite ordinanze):

Interventi di ricostruzione privati

La stessa normativa individua anche i soggetti privati che possono beneficiarne e provvede a stanziare le risorse economiche, tenendo conto del fabbisogno stimato dal Commissario straordinario. Queste risorse vengono iscritte nel fondo per la ricostruzione e successivamente trasferite nella contabilità speciale gestita dal Commissario.

Nei territori colpiti da eventi calamitosi per i quali è stato dichiarato lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale, la legge stabilisce, a seguito della dichiarazione, tutte le condizioni necessarie per l’erogazione dei contributi pubblici destinati alla ricostruzione privata. In particolare, vengono definiti:

Entro 12 mesi dalla sua nomina, il Commissario straordinario adotta i provvedimenti necessari per definire in dettaglio il processo di ricostruzione del patrimonio privato danneggiato. Gli interventi vengono suddivisi in 3 categorie:

Il Codice della ricostruzione stabilisce inoltre dei criteri di indirizzo per la progettazione e realizzazione degli interventi, in modo da promuovere anche soluzioni si architettura ecosostenibile ed efficienza energetica. Ovviamente tutti gli interventi devono essere soggetti al rilascio di autorizzazioni statiche o sismiche, a tutela della sicurezza e della qualità degli edifici ricostruiti.

Entro 12 mesi il dlgs per le polizze catastrofali

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Codice della Ricostruzione, il Governo sarà chiamato a definire uno o più decreti che delineeranno un sistema di copertura assicurativa strutturale per danni al patrimonio edilizio causati da eventi naturali e catastrofici. 

I decreti dovranno stabilire:

Una clausola chiave della norma impone che “l’attuazione dei decreti non generi nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

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