
Per raggiungere il traguardo, dovremmo moltiplicare gli sforzi per un fattore 10
A distanza di mesi dalla COP28 di Dubai, l’impegno globale per raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici resta più un titolo ambizioso che una traiettoria concreta. L’obiettivo era passare dal 2% al 4% annuo entro il 2030, eppure ai quasi 200 Paesi che hanno firmato il Global Renewables and Energy Efficiency Pledge manca ancora una metodologia condivisa per misurare i progressi reali.
A lanciare l’allarme è il think tank europeo BPIE (Buildings Performance Institute Europe), con il nuovo rapporto “Making the Global Pledge Count”, che evidenzia come l’attuale sistema di monitoraggio sia parziale, impreciso e spesso fuorviante.
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Solo lo 0,4% in Europa: un decimo del necessario
I numeri europei parlano chiaro: l’efficienza nel riscaldamento e raffrescamento degli edifici è cresciuta appena dello 0,4% l’anno tra il 2015 e il 2022, contro il 4% promesso a livello globale. Un divario che richiede, secondo BPIE, un cambio di passo radicale, pari a un miglioramento di 10 volte rispetto all’attuale trend.
Il problema: indicatori inadatti e distorti
L’indicatore oggi più usato per misurare l’efficienza energetica degli edifici è l’intensità energetica (kWh/m²), ossia il consumo finale per metro quadrato. Un dato intuitivo ma fuorviante, perché influenzato da fattori esterni che nulla hanno a che fare con l’efficienza reale e che sono:
- il Clima, un inverno mite può far sembrare un edificio più efficiente anche se non lo è;
- i Comportamenti degli utenti, in tempi di crisi energetica, le famiglie riducono il riscaldamento per risparmiare, non per efficienza;
- l’Occupazione degli spazi, aumentare la superficie abitata per persona può annullare i benefici dei risparmi per metro quadro.
Senza modifiche significative, questi dati rischiano di mascherare la realtà, portando verso dati falsati: meno energia consumata non significa automaticamente maggiore efficienza.
La proposta: un nuovo quadro di indicatori
Per superare questi limiti, il BPIE propone un framework a tre indicatori che offre una fotografia più accurata ed equa dell’efficienza energetica negli edifici:
- Correzione climatica kWh/m2, adeguare i dati di consumo in base ai gradi giorno di riscaldamento e raffrescamento (HDD/CDD) per isolare il vero progresso tecnico. In questo modo la misura dell’efficientamento sarà in grado di riflettere esattamente i progressi nel parco edilizio, indipendentemente dalle variazioni climatiche. Senza alcuna correzione climatica, i progressi potrebbero essere sovrastimati negli anni miti o sottovalutati negli anni estremamente caldi o freddi.
- Indicatore di comfort, integrare nelle analisi anche dati provenienti da indagini sociali, per mostrare il potenziale impatto delle fluttuazioni dei prezzi energetici. Ad esempio tener conto dell’incapacità di mantenere la casa calda, consentirebbe di distinguere i risparmi reali dai sacrifici imposti dal caro energia. E’ essenziale distinguere tra i guadagni di efficienza e la perdita di comfort.
- Consumo pro capite, affiancare alla misura per metro quadro quella per persona, per valutare l’efficienza in rapporto all’uso reale dello spazio. In questo modo sarà possibile percepire i miglioramenti legati da un utilizzo più efficiente dello spazio, ad esempio abitazioni più piccole o condivise in modo più efficiente, e aiuta i decisori politici a capire se l’efficienza stia migliorando anche a livello sociale, e non solo in termini di patrimonio edilizio fisico.
Il caso europeo, un modello imperfetto
Per verificare la fattibilità dei nuovi indicatori suggeriti, il team di BPIE ha testato il suo valore sul comparto edilizio Europeo. I dati di partenza sono stati raccolti da fonti autorevoli quali Eurostat, Odyssee Mure, EU Building Stock Observatory e EU- SILC.
I risultati sono tutt’altro che incoraggianti. Applicando indicatori supplementari oltre all’intensità energetica, come la correzione climatica, i livelli di comfort e l’intensità di utilizzo dello spazio, al parco edifici europeo, il rapporto evidenzia lacune gravi nei dati esistenti:
- Le ristrutturazioni energetiche sono troppo lente e poco monitorate. L’efficienza energetica degli edifici legata a riscaldamento e raffreddamento è migliorata di appena lo 0,4% annuo dal 2015, rispetto all’obiettivo del 4%. Sarà quindi necessario aumentare l’impegno di un fattore 10 per rispettare l’obiettivo globale;
- eppure, quando si passa dall’indicatore per mq a quello per persona, il trend diventa negativo, cioè le persone usano più spazio abitativo e quindi consumano di più, annullando i risparmi apparenti per superficie.
- Durante la crisi energetica 2021–2024, molte famiglie hanno ridotto il riscaldamento per motivi economici, non grazie a edifici più efficienti. Questo falso “risparmio” energetico non deve essere scambiato per progresso.
Pur disponendo di buoni strumenti statistici, l’Europa è lontana dal target del 4% annuo e i dati attuali non sono sufficienti per interpretare correttamente i trend se presi da soli.
Troppe lacune anche a livello globale
Come sottolinea il report BPIE, anche a livello globale la situazione non migliora. Secondo i dati dell’International Energy Agency (IEA), l’efficienza energetica degli edifici è migliorata solo dell’1,2% annuo tra il 2010 e il 2022, ben al di sotto dell’obiettivo COP28. Inoltre, l’indicatore globale include anche consumi da elettrodomestici, rendendo ancora più difficile isolare l’efficienza dell’involucro edilizio e dei sistemi HVAC.
Per concretizzare gli impegni presi, il team di BPIE ha identificato alcune azioni urgenti e concrete quali:
- Adottare un sistema multi-indicatore che includa clima, comfort e consumo pro capite;
- Migliorare la qualità e l’accuratezza dei dati, distinguendo tra usi termici ed elettrici;
- Standardizzare gli EPC (certificati di prestazione energetica) ed allinearli a livello internazionale;
- Monitorare le nuove costruzioni e i livelli di efficienza energetica, assicurandosi che i dati riflettano ciò che è effettivamente costruito e ristrutturato, e quale livello di efficienza energetica viene effettivamente raggiunto.
Scarica il report Making the global pledge to double energy efficiency count