
Dopo le sottolineature del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sull’importante coinvolgimento delle Micro Piccole e Medie Imprese MPMI portato con sè daI nuovo Codice dei Lavori Pubblici, suscita non poco interesse le perplessità di ANCE esposte al Senato. L’Associazione Costruttori, in Audizione in Commissione Affari in merito al Decreto Milleproroghe, ne ha approfittato per ribadire alcune sbavature di non poco conto che regolamentano il subappalto nel Correttivo al nuovo Codice dei Contratti.
Il Correttivo limita il subappalto
Come sottolineato da ANCE, il Correttivo prevede che solo i subappaltatori possono utilizzare, in sede di qualificazione, i Certificati di esecuzione lavori (CEL) relativi alle prestazioni eseguite.
Al contrario, gli appaltatori possono utilizzare i lavori eseguiti in subappalto nelle categorie scorporabili, ai soli fini della dimostrazione della cifra d’affari complessiva.
Queste disposizioni suscitano perplessità dato che parrebbero limitare il subappalto nel Correttivo.
Le criticità del Correttivo
Analizzando nel dettaglio i contenuti del Correttivo lavori Pubblici inerenti al subappalto, secondo ANCE emergono diverse criticità di notevole conto:
- la possibile Violazione delle direttive UE 2014/24 in materia di subappalto e della libera circolazione nel mercato,
- profili di incostituzionalità, per disparità di trattamento (art. 3 Cost.),
- la mancata valorizzazione della responsabilità complessiva sulle opere affidate in subappalto,
- il rischio di retroattività della norma con conseguenze sui lavori in corso.
Disposizioni in contrasto con le norme UE
Come ribadisce l’Associazione Costruttori, la norma europea stabilisce che la scelta di eseguire direttamente oppure indirettamente, tramite subappalto, le prestazioni affidate è rimessa esclusivamente all’appaltatore, con l’unica eccezione derivante da peculiarità oggettive delle lavorazioni o anche da caratteristiche del cantiere, che la stazione appaltante deve indicare motivatamente negli atti di gara.
Ma i contenuti del Correttivo sul subappalto, sembrerebbe limitare ed ostacolare la possibilità di ricorrere al Subappalto che, invece, dovrebbe costituire “un’utile modalità di coinvolgimento delle MPMI nel mercato”.
Insomma una soluzione rischiosa per entrambe le figure partecipanti alle gare nel caso in cui, il subappaltatore decida di ricorrere ad un ulteriore livello di subappalto.
Si aggiunge poi la possibile incostituzionalità della norma che mostra una “evidente disparità di trattamento” che sfavorisce gli operatori nel settore dei lavori pubblici, obbligato a conseguire l’attestazione SOA, rispetto invece a quelli del settore dei servizi e delle forniture, per i quali la limitazione non sussiste.
ANCE chiede perciò di intervenire sulla norma per eliminare tutte le criticità.