
di Erminia Voccia
Una startup avrebbe individuato una vasto giacimento di indio in Australia utilizzando modelli di intelligenza artificiale. L’indio è un metallo raro dai molti utilizzi, utile in primo luogo alla produzione di pannelli solari, schermi LCD e semiconduttori. Earth AI, di base a Sidney, avrebbe così dimostrato le grandi potenzialità dell’AI per il settore minerario, cruciale alla transizione energetica. Più in generale, sono molte le aziende interessate ad addestrare modelli di intelligenza artificiale su grandi quantità di dati storici allo scopo di scoprire riserve intatte di minerali essenziali a produrre tecnologie per l’energia pulita.
La scoperta del giacimento di indio
La scoperta, però, ha diversi risvolti perché significherebbe aver individuato riserve di indio al di fuori della Cina, attualmente il maggiore produttore al mondo di questo metallo. Ancor più importante, il ritrovamento arriverebbe in un momento storico segnato dall’incertezza innescata dalla guerra commerciale, apparentemente congelata, tra Stati Uniti e Cina, e dall’esigenza di diversificare le fonti approvvigionamento di metalli rari sentita ormai da molti Paesi. La battaglia dei dazi e delle ritorsioni non aveva risparmiato infatti neanche l’indio.
Earth AI ha riferito ad Axios di aver individuato un vasto deposito orientativamente a 310 miglia a nordest di Sydney. L’azienda avrebbe completato l’addestramento di un modello di intelligenza artificiale capace di rilevare le condizioni geologiche del sottosuolo, lì dove probabilmente si sarebbero formate grandi depositi di minerali e metalli specifici. Le analisi effettuate su alcuni campioni avrebbero mostrato una concentrazione superiore a 117 parti per milione. Diversi campioni, invece, avrebbero mostrato una concentrazione di più di 20 ppm. Di solito, l’indio è presente nella crosta terrestre in concentrazioni molto basse, a dimostrazione della rilevanza della scoperta della startup australiana.
Come lavora Earth AI
Il modello di business di Earth AI mette in cantina i sistemi “dogmatici” di esplorazione. La startup utilizza il proprio software brevettato per localizzare i possibili giacimenti di minerali e compra i diritti di estrazione. Vende i diritti alle società di estrazione e fornisce consulenze alle aziende per localizzare i minerali nei loro depositi. Il tutto reso possibile dal sistema normativo australiano che rende disponibili i dati sui giacimenti.
“Un deposito di minerali è come un seme in una mela”, ha spiegato il fondatore e CEO di Earth AI Roman Teslyuk. “La mela è il sistema idrotermale, il seme è il deposito minerario. Localizzare il seme è molto difficile, perché è a centinaia di metri di profondità. Trovare la mela, però, è molto più semplice“.