Rinnovabili

Il patto sull’energia green ha frenato i finanziamenti ai combustibili fossili

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Immagine generata da IA

I finanziamenti pubblici ai combustibili fossili da parte di 40 firmatari della Clean Energy Transition Partnership (CETP) sono scesi fino al 78% nel 2024 rispetto ai livelli del 2019-2021, quando l’alleanza non esisteva ancora. Il dato dimostra che una coordinata mobilitazione internazionale sul clima può effettivamente portare a risultati rapidi e concreti.

La Clean Energy Transition Partnership e i finanziamenti pubblici ai combustibili fossili

Nel 2021, durante il vertice ONU sul clima, un gruppo nutrito di Stati si era accordato per porre fine ai finanziamenti pubblici diretti alle fonti fossili entro la fine del 2022 e per dare la priorità agli investimenti pubblici a favore dell’energia pulita.

La CETP è un’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea tra stakeholder pubblici e privati ​​coinvolti nella ricerca e sviluppo, provenienti da Paesi e regioni europee ed extraeuropee. Lo scopo della coalizione è promuovere l’innovazione nazionale e transnazionale, superare la frammentazione in ambito di ricerca e sviluppo nonché favorire l’adozione di tecnologie e soluzioni per la decarbonizzazione. L’alleanza punta anche a costruire un’ecosistema di innovazione per favorire la diffusione, l’upscaling e la replica delle soluzioni tecnologiche innovative. Nel 2021 anche il Governo italiano era entrato a farne parte ma successivamente ha disatteso gli impegni presi.

Il nuovo studio sui finanziamenti pubblici ai combustibili fossili

Se si escludono gli Stati Uniti, usciti dalla coalizione, il calo appare ancora più pronunciato: fino all’81% in meno di finanziamenti pubblici internazionali ai combustibili fossili. A rivelarlo è il nuovo studio “Holding Course, Missing Speed: Protecting Progress on Ending Fossil Fuel Finance and Unlocking Clean Energy Support“, diffuso il 30 settembre dall’International Institute for Sustainable Development e redatto con l’Oil Change International (OCI) e Friends of the Earth U.S.

“Il CETP ha stabilito un nuovo standard globale: i combustibili fossili stanno definitivamente perdendo miliardi di finanziamenti pubblici internazionali“, ha commentato Adam McGibbon, stratega presso l’Oil Change International.

Gli autori della ricerca hanno evidenziato che 10 dei 17 Paesi ad alto reddito, Membri della coalizione, hanno pienamente allineato le politiche di finanziamento all’impegno di abbandonare il sostegno pubblico alle fonti fossili, dimostrando così una solida leadership climatica. Altri invece, come appunto Italia, Germania, Svizzera e Stati Uniti prima di abbandonare il CETP, hanno approvato 10,9 miliardi di dollari di finanziamenti, violando le promesse.

Finanziamento alle fonti di energia green

In base allo studio, la coalizione ha consentito dunque una riduzione storica dei finanziamenti pubblici ai combustibili fossili. Tuttavia, i progressi sul fronte parallelo del finanziamento alle fonti di energia pulita sembrano molto più lenti. La tendenza positiva è notevole ma le crescenti tensioni geopolitiche e l’uscita degli USA dalla CETP non fanno che indebolire l’azione multinazionale della coalizione.

Gli aderenti alla CETP dovrebbero arrivare a un obiettivo collettivo di almeno 42 miliardi di dollari in finanziamenti a favore dell’energia green nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, nell’ambito del Piano d’azione per l’energia pulita del CETP, e adottare delle politiche di Governo a garanzia che tali investimenti siano equi.

Questo obiettivo è molto lontano perché, ancora in base alla ricerca, gli Stati aderenti alla CETP avrebbero aumentato il sostegno alle energie rinnovabili di soli 3,2 miliardi di dollari nel corso 2024 rispetto al periodo 2019-2021. Ciò significa che meno di un quinto dei fondi trasferiti dai combustibili fossili è stato riassegnato all’energia pulita.

“La prossima sfida è garantire che i finanziamenti per l’energia pulita tengano il passo“, ha detto Kate DeAngelis, vicedirettrice per la Politica Economica di Friends of the Earth U.S. “In assenza di un rapido aumento del sostegno ai progetti rinnovabili, soprattutto nelle economie emergenti e in via di sviluppo, il pieno potenziale del CETP rimarrà inutilizzato“, ha aggiunto.

I dati aggiornati sull’esplorazione di petrolio e gas

Ad agosto 2025, a livello globale, 8.700 chilometri quadrati di superficie risultavano essere stati assegnati all’esplorazione di petrolio e gas. Nonostante questa superficie sia relativamente poco estesa, i volumi di petrolio e gas in termini di licenze rilasciate finora nel 2025 sono i più alti registrati a questo punto dell’anno negli ultimi 5 anni. Quasi la metà di queste licenze è andata a compagnie petrolifere nazionali (NOC), che insieme rappresentano metà della produzione mondiale di petrolio e gas e il 40% degli investimenti del settore.

Si prevede che nel 2025 l’attività di concessione di licenze diminuirà leggermente rispetto al 2024, poiché diverse aste pianificate da tempo subiranno ritardi. Tuttavia, l’attività resterà significativa: 25 gare d’appalto attualmente risultano aperte in tutto il mondo e altre sono in fase di valutazione in Asia ed Europa.

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