
Le aziende italiane stanno progressivamente integrando i fattori ESG nelle loro strategie industriali e piani di sviluppo. Ma lo fanno con modalità ancora poco strutturate. E prevalentemente qualitative. In altre parole: le informazioni contenute nelle disclosure peccano ancora di scarsa coerenza e granularità.
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È ciò che emerge da un’analisi della Consob su “L’integrazione dei fattori ESG nella strategia aziendale: un’analisi della disclosure societaria”, pubblicata di recente. L’autorità dà offre una panoramica dettagliata sull’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance) nelle strategie delle imprese italiane. La base dati è costituita da un campione di 52 emittenti che hanno pubblicato prospetti informativi tra il 2020 e il 2021.
Fattori ESG, a che punto sono le aziende italiane
Dall’analisi emerge che l’integrazione dei fattori ESG nelle strategie delle imprese sta aumentando. Questa tendenza positiva, però, si accompagna a una propensione a prediligere l’uso di indicatori e misure qualitative, invece che quantitative. In parallelo, la coerenza delle informazioni contenute nelle disclosure con i principali standard di reportistica ha ampi margini di miglioramento.
Più in dettaglio, la Consob sottolinea alcuni dei pregi e dei difetti delle disclosure analizzate, distinguendo tra le diverse tipologie di documenti aziendali:
- prospetti informativi: aspetto molto positivo, visto che la maggior parte delle aziende rappresenta informazioni ESG nei propri piani strategici e industriali, con particolare attenzione al rischio climatico;
- dichiarazioni non finanziarie (DNF): qui, solo una minoranza delle aziende include obiettivi ESG nei propri piani industriali. Ma Consob specifica che si registra una crescita rispetto agli anni precedenti;
- relazioni finanziarie annuali: c’è un aumento progressivo della disclosure ESG, ma continuano a prevalere i dati qualitativi;
- piani industriali: il numero di aziende che forniscono informazioni sugli obiettivi ESG nei propri piani rimane limitato, con una disclosure mista tra dati qualitativi e quantitativi.
Una delle aree su cui le imprese italiane restano più indietro è la solidità delle disclosure. Il livello di maturità della disclosure – e quindi la qualità delle informazioni fornite – varia molto da azienda ad azienda. Manca strutturazione e standardizzazione del reporting. A questo proposito, Consob torna a sottolineare che l’assenza di linee guida uniformi per la disclosure ESG nei piani industriali rappresenta una sfida significativa per le imprese.
Positivo invece il forte focus dedicato al rischio climatico. Si tratta di un tema che riceve più attenzione rispetto ad altri fattori ESG. Il che posiziona l’impatto del cambiamento climatico come una priorità crescente per le imprese italiane.