
Il contesto normativo europeo sul reporting di sostenibilità per le imprese è in evoluzione. Tra le nuove norme, dalla Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD) agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), e i provvedimenti di semplificazione presentati a febbraio con il Pacchetto Omnibus, il panorama ESG per le aziende può essere di difficile lettura. Su questo sfondo, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha pubblicato una guida completa alla rendicontazione di sostenibilità volontaria per PMI e microimprese (scarica il pdf della guida in fondo all’articolo).
Un documento pensato per supportare le imprese più piccole nel percorso verso una reportistica ESG semplice ma efficace, con uno sguardo strategico alla responsabilità d’impresa.
Tradurre il VSME per le imprese italiane
Ancora più importante vista la recente introduzione dell’ESRS VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-Listed SMEs). Una svolta significativa nel panorama della rendicontazione di sostenibilità volontaria per PMI.
Proposto dall’EFRAG su mandato della Commissione Europea, questo standard nasce con l’obiettivo di offrire alle piccole e microimprese uno strumento accessibile, proporzionato e coerente con gli standard europei obbligatori, senza però imporre gli stessi oneri.
La guida del CNDCEC traduce e adatta l’ESRS VSME alla realtà imprenditoriale italiana, fornendo un supporto operativo chiaro per integrare la responsabilità d’impresa nei processi gestionali e nella disclosure ESG, anche in assenza di obblighi normativi.
In attesa dell’adozione dei nuovi standard semplificati e alla luce del rinvio degli obblighi normativi previsto dalla Commissione UE per PMI e grandi imprese, la rendicontazione volontaria è uno strumento competitivo, utile per accedere al credito, rafforzare i legami nella catena del valore e migliorare la propria posizione sul mercato.
Cosa contiene la guida: struttura e principi operativi
Iniziamo con uno sguardo d’insieme agli elementi fondamentali della rendicontazione di sostenibilità volontaria per PMI ricordati dalla guida:
Principi di riferimento:
- Proporzionalità: requisiti adattabili alla dimensione e complessità dell’impresa.
- Semplicità: esclude la valutazione della doppia materialità.
- Allineamento: con ESRS 1 e con gli obblighi di disclosure ESG richiesti da banche e investitori.
Finalità della rendicontazione volontaria PMI:
- Soddisfare le richieste di dati di grandi imprese, banche e stakeholder.
- Migliorare la gestione di rischi e opportunità legati alla sostenibilità.
- Accrescere consapevolezza e capacità organizzativa su temi ESG.
- Aumentare resilienza e competitività.
- Contribuire a una transizione equa verso un’economia sostenibile.
Come costruire un report volontario di sostenibilità: i contenuti richiesti
Per facilitare l’adozione della rendicontazione di sostenibilità volontaria da parte delle PMI, la guida del CNDCEC propone un impianto modulare e proporzionato, che consente alle imprese di selezionare e organizzare le informazioni in modo mirato e coerente.
La tabella seguente sintetizza i principali contenuti richiesti per costruire un report efficace, accessibile e in linea con le aspettative di stakeholder, banche e partner commerciali.
| Sezione | Contenuti |
| Informazioni generali | Forma giuridica, codici NACE, bilancio, dipendenti, localizzazione, certificazioni di sostenibilità. |
| Questioni materiali (Appendice B) | Temi ambientali, sociali, di governance rilevanti per l’impresa. |
| Disclosure ESG | Allineata a SFDR e Linee Guida EBA (Pillar 3). |
Temi ESG principali e metriche richieste
Per ciascuna questione rilevante individuata, la guida suggerisce di adottare metriche specifiche, ispirate agli standard europei e facilmente integrabili nei processi aziendali. Questo approccio consente una reportistica ESG chiara, comparabile e utile sia per l’autovalutazione che per la comunicazione verso l’esterno.
Di seguito una panoramica sintetica dei principali temi ESG e delle relative informazioni da rendicontare.
| Tema | Cosa comunicare |
| Energia ed emissioni GHG | Scope 1 e 2 (GHG Protocol), intensità GHG su fatturato. |
| Inquinamento | Emissioni in aria, acqua, suolo; riferimenti a registri pubblici se esistenti. |
| Biodiversità | Superfici aziendali in aree sensibili, uso del suolo. |
| Risorse idriche | Prelievi e consumi, stress idrico. |
| Economia circolare | Rifiuti prodotti, riciclati, uso di materiali rilevanti. |
| Forza lavoro | FTE, contratti, turnover, salute e sicurezza, retribuzione, formazione, contrattazione collettiva. |
| Governance | Eventuali condanne o sanzioni per corruzione. |
La rendicontazione volontaria come leva strategica
Il documento sottolinea l’importanza della valutazione autonoma (self assessment) per selezionare le informazioni da comunicare, rendendo la rendicontazione di sostenibilità volontaria per PMI uno strumento flessibile, concreto e accessibile anche a chi dispone di risorse limitate. Il report può essere integrato nella relazione sulla gestione o costituito come documento autonomo destinato agli stakeholder.
Il ruolo cruciale del commercialista
Il CNDCEC sottolinea che il commercialista è un alleato strategico delle PMI e microimprese in questo percorso. Interprete delle norme, facilitatore nella raccolta dati, promotore della cultura della sostenibilità, il professionista contabile diventa protagonista della transizione, aiutando le imprese a fare della reportistica ESG un vantaggio competitivo e non un onere burocratico.