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Accordo dazi, Trump ottiene il 15%. Von der Leyen: “Il massimo che siamo riusciti a ottenere”

Accordo dazi, Trump ottiene il 15%. Von der Leyen: "Il massimo che siamo riusciti a ottenere"
Fonte immagine Depositphotos

Fumata bianca per l’accordo su dazi tra USA e UE

“Abbiamo raggiunto un accordo. Credo sia un buon accordo per tutti, probabilmente l’accordo più grande mai concluso, in qualsiasi ambito, commerciale o oltre il commercio“. Nel video diffuso dalla Scozia, si vede Donald Trump seduto al fianco di Ursula von der Leyen inizia con queste parole, la comunicazione sui dazi tanto attesa.

Il “deal” sui dazi è fissato al 15%. Come quello con il Giappone. “L’Unione Europea accetterà di acquistare dagli Stati Uniti energia per un valore di 750 miliardi di dollari. L’Ue accetterà di investire negli Stati Uniti 600 miliardi di dollari in più rispetto a quanto investono già. Inoltre, accettano di aprire i loro Paesi al commercio a tariffa zero” dice ancora il Presidente Trump leggendo un memorandum che tiene in mano e sottolineando per ben due volte la somma di 750 miliardi di dollari.

Dazi, Trump: "L'Ue acquisterà 750 mld di dollari di energia e investirà 600 mld in Usa" SOTTOTITOLI

Meloni: “Accordo sostenibile, ma verificare dettagli”

Ora bisognerà capire nei dettagli dell’accordo, questo come ed in cosa si tradurrà per le imprese europee ed italiane. Da Addis Abeba dov’è in visita, la premier Giorgia Meloni giudica “positivamente il fatto che si sia raggiunto un accordo. Io continuo a pensare che un’escalation commerciale avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti. La base di dazi al 15%, se ricomprende quelli precedenti che in media erano al 4,8, secondo me è una base sostenibile. Poi bisogna andare nei dettagli, essere certi che ci siano alcuni settori particolarmente sensibili, come farmaceutica e auto, che siano all’interno del 15%, bisogna verificare le possibili esenzioni, come su alcuni prodotti agricoli“.

La questione energetica da valutare

E sulla questione energetica, quella cifra mostra sbandierata da Trump, Meloni dice che “quando si parla di acquisto di gas e investimenti non sono in grado di valutarlo finché non ho i dati chiari“. Dall’Italia, giunge anche il commento dei vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini: “continuiamo a lavorare a Bruxelles per rafforzare il Mercato unico, semplificare le nostre regole, tagliare la burocrazia, diversificare le relazioni commerciali e ridurre le nostre dipendenze. Infine, siamo pronti ad attivare misure di sostegno a livello nazionale, ma chiediamo che vengano attivate anche a livello europeo, per quei settori che dovessero risentire particolarmente delle misure tariffarie statunitensi”. Insomma, il lavoro è tutt’altro che finito a livello di diplomazia commerciale.

Dazi triplicati dall’era pre-Trump

Di fatto, il Giappone ha ottenuto lo stesso trattamento riservato ai paesi europei, ma il Regno Unito ha ottenuto il 10% di dazi, quindi il 5% in meno dell’Europa, che vede triplicarsi i dazi dal 4,8% dell’era pre-Trump.

Ma von der Leyen nelle comunicazioni con la stampa ha sottolineato che il 15% anche sulle auto è stato “il massimo che siamo riusciti a ottenere...Questa aliquota si applica alla maggior parte dei settori, tra cui auto, semiconduttori e prodotti farmaceutici….garantisce la necessaria chiarezza ai nostri cittadini e alle nostre imprese, un aspetto assolutamente cruciale“.

Ecco uno schema riassuntivo dell’accordo, che come abbiamo già detto, dovrà essere valutato nel dettaglio a livello istituzionale.

Commento dell’automotive UE

“L’accordo” sui Dazi tra Usa e Ue “rappresenta un passo importante verso l’attenuazione della forte incertezza che ha caratterizzato le relazioni commerciali transatlantiche negli ultimi mesi e l’Acea accoglie con favore questo sviluppo in linea di principio“, il commento di Sigrid de Vries, direttorice generale dell’Associazione dei costruttori automobilistici europei (Acea). Ma il tono non è ottimistico, perché “gli Stati Uniti manterranno dazi più elevati sulle automobili e sui componenti automobilistici, il che continuerà ad avere un impatto negativo non solo sull’industria dell’Ue, ma anche su quella statunitense”. L’Acea esaminerà attentamente i dettagli non appena saranno disponibili e valuterà le implicazioni per la produzione automobilistica europea. 

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