
di Alessandro Petrone
La Commissione Europea concede una boccata d’ossigeno alle aziende produttrici di batterie, rinviando al 2027 l’entrata in vigore degli obblighi di due diligence previsti dalla direttiva CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive). La proroga di due anni, annunciata all’interno del quarto pacchetto di semplificazioni normative (Omnibus IV), mira a favorire un’implementazione più graduale delle nuove regole in un settore strategico e sensibile come quello delle batterie, cruciale per la transizione energetica e la mobilità elettrica.
Batterie, più tempo e linee guida anticipate
Con la decisione di posticipare le scadenze, Bruxelles vuole facilitare l’adattamento delle imprese a un quadro normativo complesso e ancora in evoluzione. Le nuove regole sulla due diligence, parte integrante della direttiva CSDDD, impongono alle aziende europee l’obbligo di verificare e mitigare gli impatti negativi lungo le proprie catene di fornitura, anche all’estero, in ambito ambientale e sui diritti umani.
Per il settore delle batterie, significa affrontare sfide importanti legate alla tracciabilità e alla sostenibilità dell’approvvigionamento di materie prime critiche. Il rinvio al 2027, insieme alla pubblicazione anticipata delle linee guida entro il 2026, permetterà alle imprese di organizzarsi meglio e ai sistemi di verifica di consolidarsi.
Semplificazioni per le imprese
La misura è parte di un intervento più ampio che punta a ridurre di 400 milioni di euro annui il carico amministrativo sulle imprese europee, con benefici potenziali per le aziende che rientrano nella nuova categoria delle “small mid-caps” (aziende con meno di 750 dipendenti e fino a 150 milioni di fatturato o 129 milioni in attivi totali). Queste imprese potranno accedere per la prima volta ad alcune semplificazioni normative, incluse deroghe al GDPR e agevolazioni nell’accesso ai mercati dei capitali.
Riduzione burocrazia e digitalizzazione: i prossimi passi
Oltre alla proroga sulla due diligence per le batterie, la Commissione propone una digitalizzazione spinta delle procedure burocratiche (come le dichiarazioni di conformità e le istruzioni d’uso), la semplificazione degli obblighi di registrazione per i gas fluorurati e l’introduzione di un sistema di rendicontazione “basato sul rischio” per la protezione dei dati. Il pacchetto Omnibus IV segue tre precedenti interventi che hanno già generato risparmi stimati in 8 miliardi di euro l’anno, e anticipa i prossimi dossier su difesa, chimica e digitale.
Qui per leggere una sintesi del IV Pacchetto semplificativo Omnibus.