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Carbon tax di frontiera, il Parlamento Ue approva la semplificazione. Esentato il 90% delle imprese

Carbon tax di frontiera, il Parlamento Ue approva la semplificazione. Esentato il 90% delle imprese
Foto: Freepik

di Erminia Voccia

Il Parlamento Europeo ha approvato le modifiche al Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (Cbam), la tassa sulla CO2 chiamata più comunemente carbon tax di frontiera. Gli eurodeputati, riuniti in sessione semiplenaria a Bruxelles giovedì 22 maggio, hanno dato il consenso alla proposta della Commissione avanzata nel quadro del pacchetto di semplificazione ‘Omnibus’. 

Cosa prevede la modifica della carbon tax di frontiera

La modifica introdurrebbe una nuova soglia minima di 50 tonnellate metriche per beni importati all’anno. Al di sotto di tale soglia le piccole aziende sarebbero esentate dall’acquistare certificati di carbonio. La misura esclude elettricità e idrogeno. Il via libera dei Paesi membri potrebbe arrivare già al prossimo Consiglio Affari generali fissato per il 27 maggio. La misura permette l’esenzione dalla tassa di più del 90% delle aziende importatrici.

Il criterio alla base del meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere è questo: le aziende che importano merci dall’estero, prodotte secondo standard ambientali meno rigidi di quelli europei, sono chiamate a pagare un sovrapprezzo alla dogana. Tuttavia, come sostiene la Commissione, cambiare la soglia minima consentirà ugualmente di coprire il 99% delle emissioni legate alle importazioni di acciaio, cemento, alluminio e fertilizzanti, lasciando invariato il meccanismo. La modifica delle norme sposta al 2027 il lancio della vendita dei certificati di carbonio.

Diversi Paesi Ue avevano evidenziato le criticità nel meccanismo. Alcune modifiche erano state annunciate dalla Commissione a febbraio, nell’ambito del pacchetto Omnibus. Italia, Francia e Slovacchia ne hanno chieste altre.

L’eurodeputato democratico Antonio Decaro, presidente della Commissione Ambiente e relatore del testo ha affermato: “La maggioranza dei membri della commissione è stata d’accordo a limitare gli emendamenti alle proposte specifiche dell’esecutivo Eu senza toccare altre disposizioni della normativa, cruciali per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Questo approccio ci consente di semplificare le procedure per le imprese senza smantellare o indebolire il meccanismo. Continueremo a lavorare con rapidità per garantire certezza giuridica a tutti gli operatori coinvolti“.

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