
Forse non è proprio un finale lieto ma l’accordo commerciale c’è stato e tale rimane. Parliamo dei dazi decisi dal Presidente Usa Donald Trump all’UE: 15% dal 1° agosto 2025. Percentuale confermata anche dal Federal Register americano, che ha pubblicato le proposte e gli atti normativi federali. L’ente ha annunciato oggi la notifica che rende effettivo l’accordo sui dazi tra America ed Europa.
Dazi al 15% su auto e componenti
Nello specifico, la notifica evidenzia che la tariffa doganale degli Stati Uniti si appone su determinati articoli che sono prodotti dell’Unione europea, di cui fanno parte anche le automobili e la componentistica della filiera automotive. Il 15%, dunque, adegua “le importazioni di automobili e parti di automobili negli Stati Uniti e risorse naturali non disponibili, incluso il sughero, tutti gli aeromobili e le parti di aeromobili, nonché prodotti farmaceutici generici e i loro ingredienti e precursori chimici“.
Invece per quanto riguarda “le merci immesse al consumo o ritirate dal magazzino per il consumo” il 15% si applica a partire dall’ 1 settembre 2025. Invece resta il primo agosto 2025 per quanto riguarda le modifiche alle tariffe imposte per automobili e parti di automobili. Viene notificato nel documento ufficiale che “il massimale tariffario statunitense unico e onnicomprensivo è del 15% per le merci della Ue, massima che si applica anche alle autovetture e alle parti di automobili“.
Italia ottimista?
Dopo mesi sofferti di speranze e trattative, con l’Europa nella parte della mucca da mungere, viene attuato l’ordine esecutivo di Donald Trump del 5 settembre scorso. L’Italia non è proprio del tutto soddisfatta, come trapela dalle parole di Tajani, che comunque si dice ottimista. “E’ stato raggiunto un accordo per il settore dell’auto con dazi al 15%. Vediamo cosa si potrà fare per l’acciaio e altri comparti. Passo dopo passo cerchiamo di ottenere i migliori risultati per la nostra economia“. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando le aziende al consolato italiano di New York, a margine dei lavori dell’Onu.