
A due giorni di distanza dall’accordo scozzese tra Usa e Ue, la Commissione fa chiarezza sui termini del deal sui dazi al 15%. Nell‘accordo politico del 27 luglio 2025, i presidenti von der Leyen e Trump hanno concordato i parametri chiave delle relazioni commerciali tra Europa e la Casa Bianca. Ma si tratta solo del “primo passo di un processo, che sarà ulteriormente ampliato nel tempo per coprire altri settori e continuare a migliorare l’accesso al mercato“. Ad affermarlo è una portavoce della Commissione Ue.
Gli impegni chiave di entrambe le parti
Dall’accordo è emerso un unico tetto tariffario del 15% per i prodotti dell’Ue. A partire dal 1° agosto, gli Stati Uniti “applicheranno questa tariffa massima alla stragrande maggioranza delle esportazioni dell’Ue. Si tratta di un’aliquota tariffaria onnicomprensiva che rappresenta un tetto massimo, compresa la tariffa della nazione più favorita (Mfn) degli Stati Uniti che in precedenza si aggiungeva alle tariffe aggiuntive introdotte dagli Stati Uniti“.
Cosa significa: “nazione più favorita”
Il principio Most Favored Nation, Mfn, si riferisce a una clausola o a uno status in cui un paese si impegna a trattare un altro paese non meno favorevolmente di quanto tratti qualsiasi altro paese che riceva un trattamento preferenziale. L’obiettivo principale è garantire l’uguaglianza tra i partner commerciali e assicurare che i benefici estesi in seguito ad altre parti siano estesi anche alle parti che hanno stipulato l’accordo attuale.
Ad esempio, se un paese membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) concede termini commerciali favorevoli, come tariffe più basse, a un paese, deve estendere gli stessi benefici a tutti gli altri membri del WTO. Questo promuove la stabilità e l’equità nel commercio internazionale. Oltre l’80% del commercio globale di merci è condotto secondo i termini MFN, sottolineando il suo ruolo centrale nella promozione della stabilità e dell’equità nell’ambiente commerciale globale.
Limite massimo del 15%
Bruxelles evidenzia che il 15% si applica a quasi tutte le esportazioni dell’Ue attualmente soggette a dazi reciproci. Mentre il limite massimo del 15% si applica anche alle automobili e ai ricambi per automobili, attualmente soggetti a un’aliquota tariffaria fino al 25% con una tariffa Mfn aggiuntiva del 2,5%.
Il limite massimo del 15% si applicherà anche a eventuali dazi futuri sui prodotti farmaceutici e sui semiconduttori, compresi quelli basati sulla Sezione 232. “Fino a quando gli Stati Uniti non decideranno se imporre dazi aggiuntivi su questi prodotti ai sensi della Sezione 232, essi rimarranno soggetti solo ai dazi Mfn statunitensi“, aggiunge la Commissione.
Esenzione su vino?
Il settore degli alcolici è di enorme importanza per Italia, Francia e Irlanda, che avevano fatto pressioni sulla Commissione affinché li rimuovesse dalla lista di contro-dazi che l’Ue ha approntato in caso le due parti non fossero riuscite a chiudere un accordo. I dazi su prodotti come vino, champagne e superalcolici sono ancora da definire nel contesto dell’accordo quadro tra Ue e Usa.
“Stiamo lavorando su una serie di esenzioni che sono importanti per l’Unione europea. Non posso entrare nei dettagli in questo momento, ma stiamo facendo tutto il possibile per assicurarci che i settori più importanti non vengano colpiti dalla tariffa generalizzata, ma che invece restino soggetti a dazi bassi o nulli“. Questa la risposta di un portavoce della Commissione Ue, durante il briefing giornaliero con la stampa.
Accordo sull’energia solo per 3 anni
Gli impegni che l’Ue ha preso con gli Usa sull’acquisto di fonti di energia per 750 mld “riguardano i prossimi tre anni“, mentre gli obiettivi di decarbonizzazione hanno scadenze successive, dunque “non contraddicono” l’obiettivo Ue di portare la propria economia verso emissioni nette zero al 2050. Lo dice la portavoce della Commissione Europea per l’Energia Anna-Kaisa Itkonen, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.
Resta diritto a regolare lo spazio digitale europeo
Bruxelles ha pubblicato stamattina una sintesi dell’accordo in diverse parti diversa da quanto pubblicato dalla Casa Bianca. Da parte americana, per esempio, viene indicato che la Ue affronterà il tema delle “barriere ingiustificate” nel settore digitale, da parte europea non se ne fa cenno e, anzi, viene ribadito che l’intesa politica non prevede nulla che attenti al “diritto di regolare lo spazio digitale”.
Indicazioni divergenti anche su acciaio/alluminio e impegni relativi agli investimenti europei negli States. Bruxelles conferma: l’accordo “non è legalmente vincolante” è una tabella di marcia da rispettare, l’inizio di un percorso.