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Dazi sulle auto, Trump alleggerisce il peso: la mossa per i 100 giorni di governo

Dazi sulle auto, Trump alleggerisce il peso: la mossa per i 100 giorni di governo
Immagine creata con l’IA

Il presidente americano Donald Trump torna indietro sui dazi alle auto? Sembra di si, secondo il Wall Street Journal. L’occasione della notizia è ghiotta: i primi 100 giorni alla Casa Bianca, che The Donald ha deciso di festeggiare in un luogo simbolico: Detroit. La città delle auto, quello che un tempo rappresentava Torino con la Fiat per l’Italia. E la Borsa ringrazia con i titoli in volata. Trump, con questa mossa, impedirebbe che le tariffe sulle auto fabbricate all’estero si sovrappongano ad altri dazi da lui imposti, come acciaio ed alluminio, attenuando in questo il peso sui componenti esteri utilizzati per la produzione di auto negli Stati Uniti.

Niente dazi su allumino e acciaio

La strategia trumpiana, in realtà, andrebbe decisamente incontro alle richieste dell’industria americana dell’auto ed anche del presidente di Stellantis, John Elkann che nella sua visita a Washington aveva chiesto un ammorbidimento delle tariffe, almeno sui componenti. Secondo il WSJ, la decisione dovrebbe permettere alle case automobilistiche colpite dai dazi di non dover pagare anche altre tariffe, come quelle sull’acciaio e sull’alluminio. Come è noto il dazio del 25% sulle auto fabbricate fuori dagli States è entrato in vigore ad inizio aprile, ma secondo il giornale americano “la decisione sarebbe retroattiva”, quindi le aziende saranno rimborsate dei dazi già pagati.

Le misure mirano a dare alle case automobilistiche il tempo di riportare le catene di approvvigionamento dei componenti negli Usa e rappresenterebbero probabilmente un significativo impulso per le case automobilistiche nel breve termine.

Meloni su Trump, i dazi e rapporto con UE

Secondo la premier Giorgia Meloni, che ha nuovamente incontrato Trump sabato scorso, in occasione dei funerali di Papa Francesco, “c’è la sospensione dei dazi di 90 giorni, ci sono scadenze, ma a me interessa portare a casa un accordo vero che serva all’Italia in primo luogo, come all’Europa e agli Usa. Senza fretta, ma ben fatto”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Rapporto con Trump

E sul rapporto personale Meloni ha detto che “siamo due leader che si rispettano e si capiscono, anche quando non sono completamente d’accordo. Posso dire che non è stato facilissimo affrontare il tema dei rapporti con l’Europa, e della convenienza reciproca nel tenere i rapporti saldi, perché l’immagine che prevale è quella di un’Unione Europea come blocco consolidato di burocrazie. Ci sarà molto da lavorare su questo“. 

Nell’intervista la premier ha evidenziato quello che è un sentire comune in America, ribadito dallo stesso Trump e cioè che “gli Usa lamentano un surplus commerciale europeo“, anche se gli europei investono negli Usa più di quanto loro facciano qui. Per questo sono convinta che un punto di incontro è possibile e necessario”.

Incontro Usa e Ue: tempi non maturi

Alla Casa Bianca, Meloni ha invitato Trump a Roma per incontrare i vertici dell’Ue, ma ammette che “ci stiamo lavorando, ma ovviamente non dipende solo da noi. Perché gli incontri portino a risultati serve tempo, bisogna prepararli accuratamente, non devono essere formali, ma sostanziali. Oggi i tempi non sono ancora maturi“

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