Rinnovabili

Emissioni di CO2 in Italia in crescita nel I semestre 2025

Emissioni di CO2 in Italia in crescita nel I semestre 2025 tra stagnazione dei consumi e rallentamento della transizione.
Emissioni di CO2 in Italia in crescita nel I semestre 2025 – fonte pixabay

Dopo oltre due anni di calo, le emissioni di CO2 in Italia tornano a salire: +1,3% nel primo semestre 2025, a fronte di consumi energetici sostanzialmente stabili. A evidenziarlo è l’Analisi trimestrale ENEA del sistema energetico italiano, che documenta un rallentamento della transizione, un aumento dei consumi di gas (+6%) e una nuova flessione delle fonti rinnovabili (-3%). A incidere è stato in particolare il clima più rigido del primo trimestre, che ha spinto in alto i consumi di gas per riscaldamento e quelli della generazione elettrica, penalizzata a sua volta da una drastica riduzione dell’idroelettrico (-20%) e dell’eolico (-12%). Il fotovoltaico, in crescita del 23%, non è riuscito a compensare.

In questo scenario, l’indice ISPRED di ENEA, che misura sicurezza, prezzi e decarbonizzazione, ha segnato un crollo del 25% rispetto all’anno precedente, toccando il minimo storico. La componente più critica resta la decarbonizzazione: per raggiungere il target 2030, nei prossimi cinque anni le emissioni dovranno scendere del 6% all’anno, il doppio del ritmo attuale. “Se il trend rimanesse quello degli ultimi tre anni, il target verrebbe raggiunto solo nel 2035”, avverte Francesco Gracceva, responsabile dell’analisi.

Prezzi energetici tra i più alti in Europa

La stabilità dei consumi energetici non ha frenato l’aumento dei prezzi. Nel primo semestre 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica alla Borsa italiana è stato di 120 €/MWh, quasi il doppio rispetto a Spagna (62 €/MWh) e Francia (67 €/MWh), e ben oltre la media tedesca di 91 €/MWh. Un divario che ha inciso negativamente sulla produzione industriale dei settori energy intensive, che resta inferiore di oltre il 10% rispetto al resto della manifattura, già ai minimi di lungo periodo.

Anche il prezzo del gas ha subito un rialzo, con incrementi del 40% rispetto allo stesso semestre del 2024 sul mercato TTF. E in Italia, a differenza di altri paesi UE, le ore a prezzo zero restano marginali: appena lo 0,5% nella zona Sud contro il 12% in Germania e oltre 6 ore al giorno in Spagna. Secondo ENEA, questo conferma “il persistente ruolo del gas nella fissazione dei prezzi all’ingrosso”, a fronte di una flessibilità insufficiente per gestire la variabilità delle rinnovabili.

Fonti fossili in ripresa, elettrificazione ferma

Il semestre segna una ripresa delle fonti fossili (+1,5%) trainata dalla termogenerazione a gas, mentre il contributo delle rinnovabili cala. L’idroelettrico ha registrato una flessione del 20%, l’eolico del 12%, e il solo fotovoltaico ha mostrato un’espansione significativa (+23%), in linea con l’aumento della capacità installata. La produzione da carbone resta marginale, con appena l’1,5 TWh nel semestre.

Nel civile, i consumi sono cresciuti del 3% per via delle temperature rigide, mentre si registra una lieve contrazione dei trasporti (-1%) e un aumento contenuto della domanda elettrica (+0,3%). A fine giugno 2025 l’elettrificazione dei consumi finali è stimata al 22%, ancora lontana dall’obiettivo PNIEC del 27% al 2030.

Le emissioni dei settori ETS (sottoposti all’Emission Trading System) sono aumentate di oltre il 4%, soprattutto nel comparto elettrico (+10%), mentre nei settori non ETS la variazione è stata marginale. Sul fronte europeo, la dinamica è analoga: emissioni stabili, consumi stazionari, rinnovabili in calo e crescita del gas (+5%).

Sicurezza energetica: il GNL supera il gas algerino

Nonostante l’incremento dei consumi, la sicurezza del sistema gas è rimasta elevata, anche grazie all’entrata in funzione del rigassificatore di Ravenna. Nei mesi di maggio e giugno, il GNL è diventato la prima fonte di approvvigionamento di gas per l’Italia (35% del totale), superando il gas algerino (36% in media semestrale).

Il gas russo è stato pressoché azzerato, mentre sono cresciuti anche i flussi dal Nord Europa. I dati ENEA indicano che la domanda nazionale di gas ha toccato i 33,7 miliardi di metri cubi, +8,7% sullo stesso semestre 2024, con un picco giornaliero ben sotto le soglie critiche, a conferma della solidità del sistema.

Emissioni CO2 in Italia e transizione: allarme confermato

Il ritorno a un trend di crescita delle emissioni CO2 Italia solleva un campanello d’allarme per l’intero percorso di transizione. Gli effetti combinati di condizioni climatiche avverse, prezzi elevati e stallo nella penetrazione elettrica stanno ritardando la traiettoria di decarbonizzazione. I segnali sono evidenti: una quota FER sostanzialmente invariata, un mix energetico che torna a orientarsi sulle fonti fossili e un contesto macroeconomico ancora debole, con produzione industriale in calo e margini di raffinazione in difficoltà.

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