
di Alessandro Petrone
Il mercato mondiale del gas naturale liquefatto (GNL) si prepara a una trasformazione profonda. Dopo una fase caratterizzata da crisi, scarsità di offerta e volatilità dei prezzi, il periodo 2025-2030 si preannuncia come quello della maggiore espansione mai registrata nella capacità di liquefazione.
Secondo l’IEA Global LNG Capacity Tracker, entro il 2030 entreranno in funzione impianti per un totale di quasi 290 miliardi di metri cubi l’anno di nuova capacità. Sono tutti progetti già oggetto di decisione finale d’investimento (FID) o attualmente in costruzione.
Che cos’è il gas naturale liquefatto?
Il gas naturale liquefatto è metano raffreddato a circa -162 °C per essere trasformato in liquido e trasportato via nave. La densità del GNL liquido è di circa 0,45 kg/litro; quindi, 1 kg corrisponde a circa 2,2 litri.
Diversamente dal GPL, costituito da propano e butano, il GNL ha una composizione più omogenea e un utilizzo prevalente nella produzione di energia e nell’industria. Il GPL, invece, è più diffuso in ambito domestico e automobilistico, anche se in quest’ultimo settore si sta cercando di incentivarne l’utilizzo, specie per i mezzi pesanti.
Stati Uniti e Medio Oriente guidano la nuova capacità GNL
Dal 2019 a metà 2025, sono stati approvati oltre 335 bcm/anno di nuovi impianti di GNL, con una media di circa 50 bcm/anno. Gli Stati Uniti rappresentano quasi la metà del totale, seguiti dal Qatar con circa il 20%. Il restante 30% è distribuito tra Africa, Asia-Pacifico, Sud America e Russia.
Nel 2024 il baricentro delle decisioni si è spostato temporaneamente in Medio Oriente. Ma nel primo semestre 2025 gli USA hanno ripreso il predominio, con oltre il 90% delle nuove FID globali.
Evoluzione temporale della capacità: il picco nel 2027
Sulla base dei programmi di avviamento aggiornati, le aggiunte annuali di capacità di liquefazione passeranno da 33 bcm nel 2025 a circa 70 bcm nel 2027, per poi diminuire gradualmente fino al 2030.
Oltre metà della capacità del 2025 verrà dalla prima fase di Plaquemines LNG negli Stati Uniti, operativo dal dicembre 2024. La costruzione dei grandi impianti richiede mediamente 4-5 anni: questo spiega l’andamento ciclico dell’offerta di GNL, molto sensibile alle decisioni strategiche prese anni prima.
Progetti in ritardo e prospettive future
Non tutte le capacità potenziali sono incluse nel dato dei 290 bcm: restano esclusi progetti come Arctic LNG 2 in Russia (27 bcm/anno), Mozambique LNG (18 bcm/anno) e l’espansione North Field West del Qatar (22 bcm/anno).
Questi impianti, pur essendo stati approvati, sono bloccati da sanzioni, conflitti o incertezze economiche. Ad esempio, Mozambique LNG è fermo dal 2021 per motivi di sicurezza, ma potrebbe riprendere i lavori nel corso del 2025.
Secondo i dati pubblicati, i progetti post-FID attualmente in costruzione si distribuiscono su diverse regioni. In Africa, si segnalano Congo FLNG 2, Cap Lopez in Gabon e NLNG in Nigeria, con capacità che vanno da 1 a 11 bcm/anno.
In Asia-Pacifico, l’Australia si distingue con Pluto LNG (6,8 bcm/anno). Nel continente americano spiccano progetti statunitensi come Golden Pass LNG (19,8 bcm/anno) e CP2 LNG (20 bcm/anno), il cui avvio è previsto tra il 2025 e il 2027.

Il mercato del gas naturale liquefatto e la sicurezza energetica
L’aumento dell’offerta globale di gas naturale liquefatto avrà impatti importanti sull’equilibrio dei mercati, soprattutto in termini di prezzi e sicurezza dell’approvvigionamento.
L’IEA ha avviato una collaborazione biennale con il Ministero giapponese dell’Energia per monitorare questi sviluppi. A questo scopo, ha istituito nel 2024 un Working Party on Natural Gas and Sustainable Gases Security, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra paesi produttori e consumatori.
Leggi il Global LNG Capacity Tracker.