
Secondo round parlamentare per Francesca Mariotti, designata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto quale presidente dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, l’ENEA. Naturalmente in ossequio al bicameralismo perfetto, quella di oggi alla commissione Ambiente del Senato è stata in sostanza una replica dell’audizione svolta alla Attività produttive della Camera. Unica differenza la sede dell’audizione, ma le competenze in materia di energia sono diversamente divise fra Montecitorio e Palazzo Madama, e in quest’ultimo il tema è appannaggio dell’Ambiente.
“La visione strategica che mi piacerebbe promuovere per ENEA, parto da un assunto in cui credo, e cioè la centralità della ricerca e dell’innovazione che devono essere elemento guida della transizione energetica, della sostenibilità ambientale e in generale della decarbonizzazione dell’economia”, ribadisce Mariotti. La candidata a succedere all’ingegner Gilberto Dialuce, figura centrale in decenni di energia in Italia, prima allo Sviluppo economico e poi all’ENEA, sostiene “la neutralità tecnologica” perché facendo “altrimenti si rischia di implementare politiche che non sono perseguibili, purtroppo, e inoltre rischiamo di far perdere tempo rispetto a delle politiche perseguibili basate, sempre basate, su soluzioni di ricerca esistenti ma anche e soprattutto su soluzioni da trovare”.
Per l’energia, in particolare, aggiunge rispondendo a una domanda dei commissari, “è indispensabile evitare approcci semplicistici e unilaterali. Sempre di più la complessità della situazione richiede approcci multidisciplinari, e in capo energetico non credo ci sia una tecnologia che vada preferita ad altre ma è indispensabile avere un mosaico, un ventaglio ampio di tecnologie che possano lavorare in modo sinergico”.
Restando sul tema energia, Mariotti in Senato conferma la posizione espressa alla Camera. “Le rinnovabili sono assolutamente da potenziare e strutturare. Sicuramente conviene continuare a investire in ricerca e soluzioni concrete, ma è altrettanto indispensabile avere una visione di contesto e conoscere i limiti del contesto”, sottolinea. “Pensiamo all’intermittenza, guai a noi se non ci rendessimo conto che occorre investire e tanto sulla ricerca per il dispiegamento di accumulatori su larga scala e di sistemi di trasferimento delle energie”.
Rispondendo alle domande aggiunge: “Sono totalmente a favore delle rinnovabili, lo ribadisco. Chi non è a favore di una cosa del genere? C’è un obiettivo sentito dall’opinione pubblica, si deve continuare a lavorare, è un percorso che non va abbandonato”. Accanto all’impegno sulle fonti pulite e rinnovabili Mariotti non trascura certo il nucleare: “intendo sostenere con convinzione studi e programmi ENEA su queste tecnologie”.
Per l’ex dg Confindustria è importante “tenere d’occhio tecnologie innovative come l’idrogeno verde e i biocarburanti avanzati, su cui ENEA fa molto”, oltre a queste “non da ultimo, è tornato al centro del dibattito politico, trainato da tecnologie che venti anni fa non esistevano, il nucleare”. Mariotti ricorda ai commissari che “ENEA è un centro ricerca internazionale, ma forse troppo poco si sa del grande valore su cui è impegnata, ho sempre ritenuto che possa continuare a giocare un ruolo importante. L’Italia pur non avendo ancora produzione nucleare non è seconda a nessuno e vanta eccellenze, come quelle nel decommissioning, nella ricerca sulla fusione, come quella che ENEA conduce a Frascati sul DTT”.
Mariotti sottolinea l’importanza di altri settori oggetto di ricerca all’ENEA, tutti promettenti e importanti per un futuro più sicuro dal punto di vista anche delle catene di approvvigionamento. “Il recente passato ha reso evidente come energia, geopolitica e economia siano drammaticamente e strettamente connessi. Questo impone di avere sistemi il più possibile resilienti e autonomi, capaci di evitare shock da cambiamenti sulla scacchiera”. Sarà importante puntare su riciclo e agroenergie, ad esempio, filiere che possono alimentarsi a livello nazionale.
Da questo punto di vista “ENEA può migliorare la lettura di determinati scenari e analisi, e supportare il decisore pubblico nella scelta di soluzioni innovative”, segnala Mariotti. Ad esempio “le materie prime critiche, l’Italia non ne ha, le hanno altri Paesi ma sono fondamentali. ENEA può avviare filoni di ricerca su materie alternative e immaginare forme di produzione, materie comunque utili e indispensabili alla transizione energetica”.
Non va poi trascurata l’efficienza energetica, che “è obiettivo di tutti. Dobbiamo pensare a una maggiore elettrificazione di tutti i consumi e assetti produttivi. Da questo punto di vista le rinnovabili sono da assolutamente da potenziare e strutturare”, dice in audizione alla commissione Ambiente del Senato. Allo stesso tempo “un sistema energetico resiliente e autonomo non può non avere a cura la protezione delle infrastrutture energetiche da rischi sia fisici che cyber, perché tutto prima o poi passa attraverso un sistema di infrastrutture materiali”. Anche qui, valuta Mariotti, “credo che ENEA possa continuare e migliorare le ricerche come quelle sul monitoraggio, la manutenzione predittiva, la digitalizzazione, su sistemi di contrasto agli attacchi cyber”.
Un’ENEA già ricca di talenti e filoni di ricerca centrali e ben centrati, ma che forse non si fa conoscere abbastanza. “Ritengo cruciale potenziare la comunicazione esterna dell’agenzia”, annuncia Mariotti, “perché produce già adesso un valore incredibile di cui il grande pubblico poco conosce, e credo sia bene per il Paese tutto far conoscere successi e avanzamenti. Chissà che attraverso una maggiore conoscenza non si stimoli anche qualche giovane a intraprendere percorsi formativi nei percorsi STEM o scientifici, in cui l’Italia è tra i primi al mondo”.
Far conoscere le nuove tecnologie e i risultati che ENEA produce “potrebbe rendere maggiore lo scambio tra ENEA e mondo delle istituzioni e produttivo, che garantisce a ENEA il 30% delle entrate con cui si sostiene”, valuta Mariotti. “Poi vi sono certamente dinamiche europee e internazionali sempre più complesse”, prosegue, “credo che ENEA possa rafforzare il proprio ruolo a supporto del governo e del sistema Paese in generale, nel dialogo tecnico con le istituzioni europee grazie all’eccellente valore dei propri scienziati”. Forte di ciò, “ENEA potrebbe essere catalizzatore di un maggior coordinamento tra gli enti ricerca italiani”, conclude Mariotti, ringraziando il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto “per la fiducia che mi ha voluto accordare”.