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Meloni alla Casa Bianca: Trump verrà a Roma per trattare

Meloni alla Casa Bianca: incontro cruciale sui dazi


Scettico nelle ore precedenti la visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca, pragmatico ad incontro avvenuto con il Presidente Trump. Ci riferiamo al New York Times che celebra il bilaterale, in cui chiama la premier italiana “un leader europeo” che piace a Trump, ed apostrofa la presidente del consiglio, come la politica che è venuta a Washington “in rappresentanza dell’Italia, ma per molti versi a nome del resto d’Europa“. Ma oltre le parole e i sorrisi, cosa incassa l’Italia e l’Ue da questo attesissimo vertice a due?

Trump atteso a Roma

Per ora, l’invito accettato di Trump di venire a Roma con l’obiettivo di dialogare con i rappresentanti Ue e trovare un accordo commerciale. I dazi, infatti, restano. Il presidente stesso lo ha confermato. “Ci sarà un accordo commerciale, al 100%“, ha detto Trump. “Lo vogliono davvero, davvero tanto. Faremo un accordo commerciale, me lo aspetto pienamente, ma sarà un accordo equo“. Si può interpretare come un’apertura verso gli alleati dell’occidente, ma non c’è nulla di risolutivo. La speranza è che entro i 90 giorni di pausa sui dazi Trump venga a Roma, e che i leader dell’Ue accettino che sia l’Italia a fare da trait d’union. In realtà, dietro ci sarebbe anche l’appoggio di Ursula von der Leyen, in stretto contatto con Meloni.

Meloni porta in dote un pacchetto di investimenti di aziende italiane in America, di 10 miliardi di euro, e ha dato l’ok all’aumento di importazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti. Insomma liquidità per ammorbidire il Presidente. Non trapela nulla nella conferenza stampa finale delle richieste portate a nome dell’Italia e dell’Europa. Nessun cenno all’ipotesi dazi zero. Tra i temi affrontati anche la cooperazione nello spazio e le future missioni su Marte ed il dossier ucraino. Ma proclami ufficiali non ci sono.

Oggi Meloni incontra JD Vance

Alle 5 di pomeriggio, Giorgia Meloni risale in aereo e torna in Italia. Oggi accoglierà il Vicepresidente Vance, presente anche all’incontro di ieri a Washington. Probabile che con lui si parlerà di qualcosa di più concreto, sulla base delle istruzioni impartite da Trump al suo vice. JD Vance è arrivato poco prima delle 8 del mattino all’aeroporto di Ciampino, insieme alla moglie Usha e ai tre figli.


La “prima” volta

Nel momento in cui stiamo scrivendo l’aereo della premier Giorgia Meloni è atterrato alla Joint Base Andrews, in Maryland, nei pressi di Washington. La presidente del Consiglio alloggerà alla Blair House, la residenza riservata ai dignitari stranieri in visita alla Casa Bianca.

Secondo il protocollo, Meloni sarà con Trump alle 12.05 (le 18.05 in Italia) per un pranzo nella cabinet room chiuso alla stampa, quindi un’ora dopo il bilaterale nello Studio Ovale, ma non è prevista una conferenza stampa congiunta al termine. Di fatto sarà la prima volta per un leader europeo dopo l’offensiva sui dazi lanciata lo scorso 2 aprile, definito il Liberation Day.

Gli obiettivi dell’Italia

L’obiettivo è tornare in Europa con dazi zero per entrambe le parti, in particolare su auto e industria avanzata in cambio di una probabile richiesta dicono gli analisti, di aumentare gli acquisti di Gnl e armi statunitensi. Ma Trump è imprevedibile. Intanto Meloni è partita sapendo di affrontare “una fase tanto complessa quanto in rapida evoluzione, nella quale è necessario ragionare con lucidità, lavorare con concretezza, lavorare con pragmatismo“, ha sottolineato nel messaggio inviato all’assemblea generale del Consorzio Grana Padano.

Le questioni sul tavolo

Ma oltre i dazi c’è di più di cui parlare nel bilaterale. Il Medio Oriente e Ucraina. E’ probabile che Trump torni a chiedere il 5% del Pil italiano per le spese militari da destinare alla Nato, quando il nostro paese ha appena aumentato al 2%, e per una questione di indebitamento pubblico non può andare oltre.

La lettura del New York Times

Secondo il celebre giornale americano New York Times, sono state alimentate “speculazioni sul fatto che Meloni potrebbe portare un approccio Italy-first, cercando di stringere accordi per il suo Paese e minacciando di minare l’unità europea”. Ma il giornale cita molti diplomatici e funzionari che respingono queste ipotesi, “in parte perché negli ultimi mesi Meloni si è fatta un nome come un player collaborativo sulla scena europea”.

Tutti vogliono Trump

“Tutti i Paesi, compresa la Cina, vogliono incontrarci! Oggi l’Italia“, scrive Donald Trump su Truth Social a poche ore dall’incontro con Georgia Meloni. “Ho avuto ieri una chiamata molto produttiva ieri con la presidente del Messico“, afferma il presidente americano riferendosi ai negoziati sui dazi. Sempre ieri l’incontro con rappresentati giapponesi. Insomma giorni frenetici a livello internazionale.

Andata e ritorno

Appena finito il colloqui con Trump, la premier farà ritorno in Italia, dove è stato fissato l’incontro con il vicepresidente americano J.D. Vance, che sarà a Roma dal 18 aprile. Nella penisola, oltre a Meloni, incontrerà il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.

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