
La nuova etichetta energetica adottata dall’Unione Europea cambia volto e funzione. Oltre a informare sull’efficienza energetica, da giugno 2025 include per la prima volta un indice di riparabilità obbligatorio per smartphone e tablet. Il sistema, già applicato in Francia su base volontaria, assegna un punteggio da A a E che indica quanto sia facile riparare un dispositivo e quanto a lungo siano garantiti aggiornamenti e pezzi di ricambio.
La misura nasce per contrastare l’obsolescenza programmata e dare ai consumatori strumenti chiari per orientarsi nell’acquisto. L’obiettivo è allungare la vita utile dei dispositivi, responsabili ogni anno di oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in Europa.
Nuova etichetta energetica: dove va e cosa comunica
Il nuovo schema grafico deve essere visibile direttamente sulla confezione del prodotto o vicino all’etichetta classica nei punti vendita fisici e digitali. Il layout riprende il modello noto delle classi energetiche, ma aggiunge un’icona a parte con la dicitura “Repairability Score”, seguita da una lettera.
La nuova etichetta energetica comunica informazioni sintetiche ma cruciali. Oltre al consumo energetico, indica il grado di sostituibilità dei componenti, la disponibilità dei pezzi di ricambio, la facilità di smontaggio e il supporto software garantito. I produttori devono assicurare che queste informazioni siano basate su dati tecnici verificabili e accessibili anche in fase post-vendita.
Il consumatore, già al momento dell’acquisto, potrà dunque sapere se un dispositivo potrà essere aggiornato per almeno cinque anni, se esistono parti intercambiabili, e se la riparazione è fattibile senza strumenti proprietari.
Indice di riparabilità: come funziona?
Il nuovo indice di riparabilità si basa su un algoritmo definito dalla Commissione Europea, che assegna un punteggio ponderato a cinque categorie:
- Disponibilità e prezzo dei ricambi
- Facilità di smontaggio e diagnosi
- Manuali e accesso alle informazioni tecniche
- Durata del supporto software
- Requisiti di aggiornabilità
Ogni parametro viene valutato secondo criteri tecnici precisi e il punteggio finale tradotto in lettere dalla A (massima riparabilità) alla E (bassa riparabilità).
L’iniziativa nasce dalla constatazione che l’obsolescenza programmata, spesso legata a batteria non sostituibile o aggiornamenti assenti, è tra le principali cause di spreco di risorse elettroniche. La nuova etichetta energetica vuole quindi incentivare comportamenti virtuosi da parte dei produttori, premiando i dispositivi più durevoli e facilmente riparabili.
I vantaggi per i consumatori e per l’ambiente
Secondo il Joint Research Centre della Commissione Europea, l’introduzione della nuova etichetta energetica con indice di riparabilità aiuterà i consumatori a risparmiare tra i 150 e i 300 euro per dispositivo durante l’intero ciclo di vita, riducendo il bisogno di sostituzioni frequenti.
Anche il vantaggio ambientale è significativo: prolungare l’uso di uno smartphone di un solo anno in Europa ridurrebbe le emissioni di CO₂ di oltre 2 milioni di tonnellate, l’equivalente di togliere un milione di auto dalle strade.
Per l’economia circolare, inoltre, l’etichetta rappresenta un’opportunità concreta per rilanciare il settore della riparazione professionale e dell’elettronica rigenerata, che soffre attualmente di una scarsa trasparenza sulle caratteristiche tecniche dei prodotti.
La normativa: gli obblighi per i produttori
A partire da giugno 2025, tutti gli smartphone e i tablet immessi sul mercato europeo devono esporre la nuova etichetta energetica con l’indice di riparabilità. I produttori avranno l’obbligo di fornire aggiornamenti software per almeno 5 anni, batterie sostituibili e disponibilità garantita di ricambi per 7 anni.
Le nuove regole fanno parte della strategia della Commissione per la sostenibilità dei prodotti, in linea con il Green Deal e il Regolamento sull’Ecodesign per prodotti sostenibili (ESPR). L’etichetta potrebbe essere estesa nei prossimi anni anche ad altri dispositivi elettronici come laptop, smartwatch e piccoli elettrodomestici.
Il principio guida resta la trasparenza: mettere i cittadini in condizione di scegliere consapevolmente e responsabilizzare le aziende a progettare dispositivi duraturi, efficienti e riparabili.