
Toyota, il primo produttore automobilistico al mondo nel 2024, con quasi 11 milioni di mezzi venduti, ha deciso di avviare la produzione di veicoli elettrici anche in Europa. E ha scelto il suo stabilimento nella Repubblica Ceca, a est di Praga, per costruire la prima auto a batteria, dopo due modelli ibridi, il suo piccolo Suv Aygo X e la city car Yaris. Ancora da definire la data di inizio della produzione, ma è un passo importante per il colosso dell’auto giapponese, sostenitore anche delle auto a idrogeno, che si avvicina al continente europeo.
Investimento sulla transizione
L’investimento di Toyota ammonta a 680 milioni di euro, di cui 64 milioni sono forniti dal governo ceco. Questo progetto “rafforzerà la nostra presenza sul mercato europeo e contribuirà a un trasporto più efficiente”, in particolare per raggiungere la neutralità carbonica nel continente entro il 2040, commenta il presidente di Toyota Europe, Yoshihiro Nakata. Lo stabilimento di Kolin sarà ampliato da 152.000 a 173.000 metri quadrati per ospitare la produzione del nuovo veicolo e della sua batteria, e nuovi reparti di verniciatura e saldatura
Se il gruppo Toyota è il maggior produttore al mondo, a livello europeo si piazza dietro Volkswagen, Stellantis e Renault, ma produce automobili nella Repubblica Ceca dal 2002, da dove in questi oltre 22 anni sono usciti circa 4,5 milioni di veicoli. Un sito, che produceva anche Peugeot e Citroën, ed ormai di proprietà esclusiva di Toyota dal 2021.
Il passo di Toyota è importante anche per il peso che sta dando all’elettrificazione delle auto. Infatti, nel 2024, appena l’1,4% di auto prodotte erano EV. La company nipponica, dunque, rilascia il freno a mano e ha annunciato che entro la fine del 2026 lancerà cinque nuovi modelli a batteria in Europa. Oltre alla Repubblica Ceca, il costruttore dispone di otto stabilimenti in totale nel Vecchio Continente: in Portogallo, Regno Unito, Francia, Polonia e Turchia.
Plauso dal governo Ceco
Entusiasmo, ovviamente, da parte del governo Ceco, visto che l’industria automobilistica rappresenta circa il 10% del prodotto interno lordo ceco e la decisione di Toyota di costruire un’auto elettrica a Kolin è stata un passo fondamentale per “mantenere la produzione automobilistica nel nostro Paese“, ha dichiarato il primo ministro ceco, Petr Fiala.
Timori in Italia
Toyota Material Holding in Italia, negli stabilimenti in Emilia Romagna, produce carrelli elevatori nelle fabbriche di Bologna, Casalecchio e Ferrara, dove la produzione, denunciano i sindacati, è diminuita del 20%. L’azienda ha promesso investimenti per 150 milioni di euro, coperti in parte da un accordo di sviluppo col ministero delle Imprese e del Made in Italy, e la ripresa entro il prossimo anno.
“Sono confidente che Toyota, facendo il suo interesse, continuerà a investire in Emilia-Romagna“. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso ottimismo sul futuro della presenza industriale giapponese dopo l’incontro con i vertici Toyota material handling ieri a Bologna. “Abbiamo fatto più di un’ora di confronto fra istituzioni, lavoratori e lavoratrici di tre stabilimenti fra l’area metropolitana di Bologna e Ostellato, il management nazionale ed europeo di Toyota“.