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Transizione energetica, i 5 scenari al 2060 tra resilienza fossile e accelerazione delle rinnovabili

Transizione energetica, i 5 scenari al 2060 tra resilienza dei fossili e accelerazione delle rinnovabili.

Transizione energetica - Immagine realizzata con IA

Transizione energetica: 5 scenari possibili fino al 2060

La transizione energetica sta assumendo contorni più complessi di quanto previsto solo pochi anni fa. Ad affermarlo è il rapporto Beyond the Energy Transition pubblicato da S&P Global Commodity Insights, divisione di S&P Global che analizza mercati energetici e materie prime a livello mondiale.

Lo studio evidenzia, infatti, che, nel 2024, la domanda di combustibili fossili è stata circa il 5% più alta rispetto alle stime formulate nel 2021, mentre la capacità rinnovabile non idroelettrica ha superato le aspettative del 22%. Questo doppio movimento mette in luce una dinamica apparentemente contraddittoria: i fossili mantengono resilienza e centralità nei mix energetici, ma le rinnovabili accelerano oltre le proiezioni. La transizione energetica, quindi, non procede secondo una traiettoria lineare, bensì come un mosaico di tendenze divergenti che convivono e si intrecciano.

Per comprendere quindi la complessità della transizione energetica, il rapporto ha individuato una metodologia basata su cinque scenari. Non si tratta di previsioni, bensì di strumenti analitici utili a valutare come potrebbero evolvere domanda energetica, emissioni e tecnologie in contesti diversi. Le variabili considerate sono governance, innovazione tecnologica e dinamiche geopolitiche, ossia quei fattori in grado di modificare il percorso verso la decarbonizzazione.

CI Base Case

Descrive un mondo che affronta instabilità e incertezze ma riesce a mantenere una traiettoria di decarbonizzazione, pur senza progressi rapidi. Si verifica se i governi riescono a gestire le crisi economiche e geopolitiche senza deviare in modo significativo dagli obiettivi climatici. Le emissioni calano solo gradualmente e restano sopra i livelli compatibili con l’obiettivo dei 2 °C.

Adaptation

Lo scenario dominato dai combustibili fossili. L’economia globale continua a crescere sostenuta da petrolio e gas, con domanda elevata anche nel lungo periodo. Si verifica se gli Stati privilegiano la sicurezza energetica e i costi contenuti rispetto agli obiettivi climatici. Le emissioni aumentano fino al 2060 e non si registra alcuna possibilità di rientrare negli impegni dell’Accordo di Parigi.

Fracture

Il progresso tecnologico procede rapidamente, ma la governance è debole e disomogenea. Si verifica se i mercati si muovono in ordine sparso, con forti differenze tra Paesi sviluppati ed economie emergenti. La decarbonizzazione avanza in alcune regioni ma resta indietro in altre, generando squilibri e instabilità politica.

Renaissance

Lo scenario della svolta. I Paesi emergenti guidano una transizione accelerata grazie a forti investimenti nelle infrastrutture pulite. Si verifica se governi e imprese puntano con decisione su rinnovabili e tecnologie a basse emissioni, riducendo drasticamente l’uso dei combustibili fossili. In questo caso, Stati Uniti e Unione Europea riescono ad avvicinarsi alla neutralità climatica entro il 2060. Le emissioni calano in modo significativo e il contenimento della temperatura resta possibile entro i 2 °C.

Net-Zero 2050

La neutralità totale. Richiede azioni radicali e una cooperazione globale molto solida, con costi economici e impegni politici molto elevati. Si verifica solo se le grandi economie adottano misure coordinate per eliminare quasi del tutto le emissioni entro la metà del secolo. Il rapporto lo giudica poco plausibile, perché le condizioni politiche ed economiche attuali non sono sufficienti a sostenerlo.

L’impatto sulle emissioni della possibile transizione energetica

L’analisi di S&P Global evidenzia impatti divergenti anche sulle emissioni. Nello scenario Adaptation, le emissioni globali non solo non diminuiscono, ma continuano a crescere fino al 2060, con un peggioramento netto delle condizioni climatiche. Al contrario, Renaissance descrive un forte calo delle emissioni, tale da consentire a Stati Uniti e Unione Europea di avvicinarsi alla neutralità climatica entro la metà del secolo. Solo Renaissance e Net-Zero 2050 restano in linea con un contenimento della temperatura entro limiti accettabili, mentre negli altri casi l’aumento supererebbe i 2 °C.

Il rapporto è netto su un punto: la soglia di +1,5 °C è ormai fuori portata, con conseguenze che si protrarranno nei prossimi decenni. La transizione energetica si conferma quindi decisiva per ridurre l’impatto climatico, ma con traiettorie che restano profondamente differenziate a seconda delle scelte politiche ed economiche.

Differenze regionali nella transizione energetica

Lo studio sottolinea come i percorsi futuri varieranno molto a livello regionale.

In Cina, le rinnovabili mostrano una crescita rapida, ma i combustibili fossili continuano a rappresentare una quota rilevante, seppur in progressiva diminuzione.

In India, il destino del carbone resta centrale: nel Base Case e in Adaptation il suo ruolo rimane dominante, mentre in Renaissance viene drasticamente ridimensionato.

L’Unione Europea rappresenta l’area più coerente con gli obiettivi climatici, anche per effetto dello shock energetico generato dalla guerra in Ucraina che ha spinto ad accelerare decarbonizzazione e riduzione delle importazioni fossili.

Negli Stati Uniti, invece, la traiettoria appare più incerta: in alcuni scenari la transizione rallenta, lasciando spazio a un prolungato utilizzo di petrolio e gas. La transizione energetica non sarà dunque uniforme, ma profondamente influenzata da condizioni economiche, politiche e sociali locali.

Governance, tecnologia determinanti per il futuro

Secondo S&P Global, due variabili risultano decisive nel determinare quale scenario prevarrà: la governance e il progresso tecnologico. Una governance stabile e cooperativa è essenziale per accelerare l’adozione di tecnologie pulite e garantire coerenza tra le politiche. Al contrario, debolezze istituzionali e frammentazione rischiano di rallentare i processi.

Le nuove tecnologie – dalle rinnovabili avanzate ai sistemi di accumulo e all’idrogeno – possono imprimere un’accelerazione significativa, ma la loro diffusione dipende dal contesto politico e dagli investimenti disponibili. La transizione energetica, in definitiva, si gioca nell’interazione tra istituzioni e innovazione, in un quadro che vede i mercati emergenti sempre più protagonisti e la geopolitica globale come fattore determinante.

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