
Era atteso, “a ore, a giorni”, e alla fine è arrivato. La Commissione europea ha approvato la misura ‘Energy Release 2.0‘, il meccanismo predisposto dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a sostegno dei grandi consumatori di energia elettrica. L’esecutivo Ue ne ha confermato la compatibilità con le regole del mercato interno e con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato, mettendo fine ad un‘attesa durata mesi.
Per il titolare del MASE, Gilberto Pichetto, si tratta di una buona notizia tanto nel merito quanto nel metodo. “Abbiamo costruito un modello che tiene insieme competitività industriale, transizione ecologica e rigore europeo”, spiega. D’altro canto, “il sostegno ai grandi consumatori elettrici non è un privilegio, ma uno strumento per difendere l’occupazione, rafforzare le filiere strategiche e attrarre investimenti”, e dunque “con questo provvedimento diamo una risposta concreta e sostenibile all’esigenza di prezzi dell’energia più stabili, vincolando l’aiuto pubblico a un impegno industriale e ambientale chiaro: restituire quanto ricevuto con nuova energia pulita”.
Il meccanismo, basato sull’utilizzo dell’energia pulita già gestita dal GSE e sull’attivazione di nuova capacità rinnovabile, “consente di sostenere le imprese più esposte al caro energia, contribuendo al tempo stesso agli obiettivi di decarbonizzazione, autonomia energetica e transizione giusta”, questo il punto di vista del dicastero di via Cristoforo Colombo.
La misura si articola in due fasi: una prima di sostegno tramite fornitura di elettricità a prezzo calmierato, 65 euro al MWh, e una seconda fase che prevede l’obbligo, per i beneficiari, direttamente o tramite terzi, di restituire integralmente il vantaggio ricevuto attraverso la costruzione o il finanziamento di nuova capacità da fonti rinnovabili.
Nel confronto con Bruxelles, viene spiegato, sono state introdotte modifiche alla misura ‘Energy Release 2.0’, tra cui la facoltà offerta agli energivori di trasferire l’impegno alla restituzione e alla realizzazione della nuova capacità a soggetti terzi individuati tramite una apposita asta da parte del GSE.
“Ringrazio la Commissione Europea per il confronto leale e costruttivo, e tutti i tecnici del Ministero per il lavoro svolto”, conclude soddisfatto Pichetto, “è una misura che guarda al futuro e rappresenta un esempio di buona collaborazione tra istituzioni nazionali ed europee”.