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Automotive, Stellantis e Renault preoccupati per la fine dell’industria europea. 2025 il sorpasso della Cina

Automotive, Stellantis e Renault preoccupati per la fine dell'industria europea. 2025 il sorpasso della Cina
Automotive, Stellantis e Renault preoccupati per la fine dell’industria europea. 2025 il sorpasso della Cina

La produzione di auto in Europa è a rischio. A sostenerlo sulle pagine de Le Figaro, sono due big dell’industria automotive. John Elkann, Presidente di Stellantis e Luca De Meo, Ceo di Renault Group, che in un’intervista del quotidiano francese hanno richiesto “una semplificazione radicale e rapida delle normative per poter nuovamente proporre auto popolari“. Ed il seguito dell’affermazione è anche più incisiva. “Le sorti dell’industria automobilistica europea si giocano quest’anno“, avvertono Elkann e De Meo nel colloquio esclusivo con la grande testata parigina.

Cosa scuote l’industria dell’auto?

Secondo i due industriali, il 2025 sarà l’anno in cui “per la prima volta, la Cina produrrà più vetture dell’Europa e degli Stati Uniti messi insieme“. Un anno “cruciale” che può segnare lo spartiacque tra prima e dopo. De Meo ed Elkann sostengono che se l’Europa intende diventare un “semplice mercato” e non “una terra di industria automobilistica” deve deciderlo ora. “Tra cinque anni, a questo ritmo di declino, sarà troppo tardi“.

2025 l’anno terribile

Il capo del gruppo automobilistico francese ritiene che il livello delle vendite sarà un disastro, e non è solo un fattore di business per i due gruppi industriali. Ma per gli stessi paesi. Infatti, il settore rappresenta 400 miliardi di euro di entrate fiscali all’anno in Europa. Stellantis e Renault, insieme, valgono il 30% del mercato, e vogliono produrre e vendere auto popolari in Europa “ma le regole europee fanno sì che le nostre auto siano sempre più complesse, sempre più pesanti, sempre più costose e che la gente, per la maggior parte, semplicemente non se le possa più permettere“, l’allarme lanciato da De Meo. Dunque, l’Europa potrebbe trasformarsi nel continente-mercato e non più leader storico nella produzione di auto, come è stato per decenni?

Applicati dazi sui componenti auto

Scattano i dazi Usa del 25% su gran parte della componentistica per le auto importate. Le nuove tariffe saranno applicate nonostante nei giorni scorsi Donald Trump avesse firmato un ordine esecutivo per attenuare il loro effetto, prevedendo dei rimborsi per non danneggiare le case automobilistiche americane.

Dazi a non finire

Intanto dall’Ue si attende che gli Usa “mostrino volontà di fare progressi” nei negoziati spiega il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, intervenendo nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, anche se in attesa di una possibile soluzione, “tutte le opzioni restano sul tavolo“. Infatti gli Stati Uniti “hanno temporaneamente sospeso i dazi reciproci“, motivo per il quale l’Ue ha sospeso le prime contromisure, anche se tuttora il 70% dell’export europeo verso l’America è sottoposto a dazi.

Ma non è ancora tutto. Trump sta indagando sulle importazioni di “legname, sui farmaci, sui microprocessori, inclusi i macchinari per produrli, sui minerali critici e derivati, camion e pezzi di ricambio“. Stiamo parlando di altri 170 miliardi di euro in dazi, se venissero colpiti anche questi prodotti, per un totale di “549 mld di euro, il 97% del nostro export” sarebbe soggetto a dazi supplementari.

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