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Battery swap, stazioni alimentate da fonti rinnovabili iniziano a guadagnare dopo 5 anni

Battery swap, stazioni alimentate da fonti rinnovabili iniziano a guadagnare dopo 5 anni
Fonte immagine Unsplash

L’autonomia dei veicoli elettrici è uno dei punti deboli che l’industria dell’auto sta affrontando per spingere sulla transizione elettrica. Colonnine di ricarica ultra rapide, batteria allo stato solido e la sostituzione delle batterie in stazioni on the road (il fenomeno del battery swap) sono i tre “terreni” su cui sta puntando la ricerca internazionale. L’obiettivo? Semplificare il passaggio dalle auto termiche alle BEV.

Dal Sudafrica, un giovane ricercatore, Lumbumba Taty-Etienne Nyamayoka presso l’Università del Witwatersrand, ha elaborato uno studio focalizzato sull’economicità dei sistemi di sostituzione delle batterie alimentati da energia solare ed eolica.

Batterie costose limitano il business del battery swap

E’ noto che le batterie dei veicoli elettrici hanno un’autonomia che dipende dal tipo di veicolo, dalla capacità delle celle e dalle condizioni di utilizzo. Il tempo di ricarica è variabile: da molte ore a meno di un’ora.

E sono ancora molto costose. In Sudafrica, paese di questa interessante ricerca, possono variare tra i 5mila e 22mila dollari. E nonostante i prezzi stiano scendendo, gli investimenti in stazioni di sostituzione batterie possono essere scoraggianti. Stazioni che devono avere a disposizione batterie di vari tipi ed età, in modo che gli automobilisti possano avere facilità di scelta per i loro modelli.

Battery swap con fonti rinnovabili

Le stazioni di battery swap non utilizzano metodi di ricarica rapida che generano calore elevato e mettono a dura prova la batteria. Al contrario le ricaricano in un secondo momento, lentamente, prolungando la durata. Per i ricercatori un sistema di energia rinnovabile composto da 64 turbine eoliche e 402 pannelli solari fotovoltaici basterebbe alimenterebbe una stazione di scambio di medie dimensioni, che fornisce da 50 a 200 batterie al giorno.

Entro cinque anni iniziano i guadagni

Lo studio ha evidenziato che una stazione di questo tipo costerebbe all’incirca 110mila dollari. Tra investimento iniziale, installazione, funzionamento, manutenzione per un periodo tra i 20 e i 25 anni. Entro cinque anni, con i ricavi operativi derivanti da 50-200 scambi al giorno si coprirebbe l’investimento. Dopodiché grazie ai ricavi derivanti dagli utenti di veicoli elettrici e ai guadagni derivanti dall’immissione di energia elettrica nella rete inizierebbe il profitto della stazione. Insomma, l’analisi di un modello di business che potrebbe essere avviato ovunque, anche in Europa, dove sono diversi gli esempi di battery swap che stanno prendendo piede.

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