
Auto elettriche imposte dall’Ue già dal 2030. Non sembra una boutade quella del quotidiano tedesco, Bild am Sonntag, che nella sua edizione della domenica, pubblica un articolo in cui si sottolinea come la Commissione intenda accelerare sulle BEV. Ma solo per flotte aziendali e imprese del noleggio.
L’orizzonte temporale, dunque, resta fermo al 2035 per tutti gli altri, salvo eventuali cambi di rotta.
Secondo Bild, tra meno di cinque anni, allo scoccare del terzo decennio del Millennio, le e-car dovranno costituire il 100% del parco auto delle flotte aziendali. Si tratterebbe di una strategia non di poco conto, visto che circa il 60% delle immatricolazioni di auto nuove, riguarda auto aziendali o destinate al noleggio.
Rumors o verità?
Al momento si tratta solo di rumors, anche se provengono dalla nazione europea che sta soffrendo di più la transizione all’elettrico dell’industria automotive, la Germania. Il fatto è che già lo scorso marzo, la Commissione europea aveva avanzato l’ipotesi di una proposta di legge per raggiungere il 100% delle aziende di flotte auto, passando prima per il 75% nel 2027. Insomma alzare l’asticella in modo graduale, ma comunque alzarla. Certo non è solo la Commissione a decidere, perché gli altri step prevedono anche l’accordo del Consiglio europeo e Parlamento europeo. .
Nein dei tedeschi alle flotte aziendali
Come dicevamo, i tedeschi oppongono già il loro nein all’ipotesi. “Respingiamo fermamente questa ipotesi e abbiamo comunicato la nostra posizione negativa anche alle compagnie di autonoleggio“, ha dichiarato un portavoce del ministero federale dei Trasporti tedesco. Dello stesso tenore le volontà dell’associazione di rappresentanza dell’industria automobilistica tedesca: “Respingiamo fermamente questa nuova offensiva normativa. Al contrario, sono necessari miglioramenti delle condizioni quadro“, ha dichiarato il presidente della Vda, Hildegard Müller. Insomma dalla Germania la voce sembra unanime.
Scettico il mondo delle flotte aziendali
Sembra che anche il settore dei diretti interessati dall’eventuale scelta di Bruxelles, ovvero il mondo del noleggio a lungo termine, sia piuttosto freddo al riguardo. Sempre il quotidiano tedesco Bild, riportando le parole dell‘AD di Sixt, Nico Gabriel, boccia il provvedimento europeo al 2030, definendolo “impraticabile, perché i turisti non useranno più le auto a noleggio e i consumatori non potranno praticamente più noleggiare veicoli. Semplicemente, mancano stazioni di ricarica in tutta l’Unione“. Secondo Gabriel, il risultato potrebbe portare anche all’aumento delle tariffe del noleggio.