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Anaconda: nelle sue spire l’energia delle onde

L’idea di realizzare serpentoni marini per produrre energia dal moto ondoso era già stata sfruttata dalla società scozzese Ocean Power Delivery con il lancio dei “Pelamis P-750”:https://www.rinnovabili.it/portogallo-2000-famiglie-avranno-energia-elettrica-dal-moto-ondoso. Ora il concept ritorna con nuova forma e con nome davvero suggestivo: Anaconda. Il progetto è stato sviluppato da John Chaplin e Grant Heran, due ricercatori dell’Univerity of Southampton con il finanziamento dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e nonostante sia ancora in fase di sperimentazione, i primi test di laboratorio hanno assicurato risultati promettenti, soprattutto in termini di costi e manutenzione. Punto di forza di Anaconda è il design estremamente semplice: un cilindro di gomma lungo 200 metri e 7 di diametro, chiuso su entrambe le estremità e riempito al suo interno di acqua. E’ stato progettato per essere ancorato a profondità fra i 40 e i 100 m, parallelamente all’arrivo delle onde. A generare energia è la differenza tra la velocità dell’acqua interna al tubo e quella esterna prodotta dal moto ondoso: le onde generano un’oscillazione della membrana in gomma che percorre la struttura in tutta la sua lunghezza fino ad arrivare ad una turbina posta all’estremità. Secondo i calcoli, con un buon bilanciamento tra lunghezza del tubo ed elasticità della membrana si può raggiungere la potenza teorica è di 1 MW, contro gli 0.75 MW dei suoi “predecessori”, pari al consumo medio di energia elettrica di 2000 abitazioni. Al momento i ricercatori stanno utilizzando tubi di mezzo metro di diametro per testare le capacità dell’apparecchio in caso di onde normali o mare particolarmente agitato, misurando la pressione interna al tubo, i cambiamenti nella forma e la forza necessaria per l’ancoraggio. Lo studio del comportamento idrodinamico di Anaconda servirà a sviluppare un modello matematico per una produzione su larga scala di tubi di dimensioni maggiori. A richiamare l’attenzione è anche l’economicità del concept. Realizzato in gomma, Anaconda è molto leggero rispetto ad altre sistemi che sfruttano l’energia marina costituiti principalmente in metallo e non utilizza arieti idraulici, cerniere e articolazioni, riducendo in tal modo sia il costo iniziale e che quello di manutenzione.

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