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Il bilancio pluriennale UE 2027-2034 lascia tutti insoddisfatti e scontenti

Il bilancio pluriennale UE 2027-2034 lascia tutti insoddisfatti e scontenti
Image by Julio Cesar Taboada Echave from Pixabay

Agricoltori sul piede di guerra, la PAC è un investimento sul futuro dell’Europa

Il bilancio pluriennale UE 2027-2034 presentato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha lasciato tutti insoddisfatti, dal Parlamento Europeo ai singoli Stati al Comitato delle Regioni.

L’importo è di circa 2mila miliardi; in questa cifra rientrano anche i rimborsi dei finanziamenti di Next Generation EU (168 miliardi).

Ricordiamo che il bilancio pluriennale UE definisce quali sono le priorità dell’Unione Europea e stabilisce quali finanziamenti assegnare ai diversi capitoli di spesa.

Le critiche al bilancio pluriennale UE 2027-2034

Le forti tensioni interne e le aspre critiche provano in modo evidente il livello di disapprovazione generale. Anche i commissari hanno espresso perplessità e pareri negativi, tra cui emerge quello del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, che ha cercato inutilmente una mediazione.

Prima della sua effettiva entrata in vigore si aprirà un negoziato che durerà circa due anni: in questo lasso di tempo ci sarà modo di introdurre modifiche a questa prima proposta.

Nel presentare il bilancio pluriennale UE 2027-2034, von del Leyen ha usato toni entusiastici: il più ambizioso mai proposto, più moderno e più flessibile, più intelligente e più incisivo.

Prevede un meccanismo di crisi straordinario per eventuali emergenze che darà prestiti agli Stati membri. Inoltre

Nuove risorse per il bilancio pluriennale UE 2027-2034 – per circa 400 miliardi di euro – verranno dalle tasse su tabacco, rifiuti elettronici e grandi imprese.

Proposte inaccettabili e non adeguate

“Inaccettabile” è iI termine che ricorre più spesso tra gli addetti ai lavori di fronte alla realtà prefigurata dal bilancio pluriennale 2027-2034.

Da dove viene la semplificazione di un apparato che ha un livello di burocrazia che fa invidia all’Italia?

Gli attuali sette capitoli di spesa sono diventati quattro. Nella proposta presentata da von der Leyen è presente il famigerato fondo unico: in un unico capitolo di spesa di 865 miliardi di euro sono accorpati i fondi di coesione, quelli per la PAC (Politica Agricola Comune), la migrazione (34 miliardi), la difesa e la sicurezza (Frontex, Europol).

218 miliardi del fondo unico andranno alle regioni europee meno sviluppate, 300 miliardi saranno riservati ai pagamenti diretti per gli agricoltori.

Le rassicurazioni sulla PAC si scontrano con una realtà diversa: di fatto, i fondi riservati all’agricoltura scenderanno da 386 (assegnati nel 2021-2027) a 300 miliardi, ritenuti insufficienti ad affrontare le attuali emergenze del settore primario, da quelle ambientali a quelle energetiche e geopolitiche, per non parlare della grande incognita dei dazi.

Agricoltori in piazza

Gli agricoltori erano già scesi in piazza “a titolo preventivo”, temendo quello che poi è successo, ovvero i tagli alla PAC e il fondo unico europeo.

«Un disastro annunciato. Il fondo unico porterà sostanzialmente alla cancellazione di un tratto che ha contraddistinto l’Europa negli ultimi decenni: quello della Politica Agricola Comune, che prevede misure chiare dedicate al settore dell’agricoltura e dell’agroalimentare.

Nel fondo unico tutto questo viene mescolato: si dirà che le risorse sono invariate, ma non sarà così», ha sottolineato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, presente a Bruxelles a fianco degli agricoltori.

Prandini definisce «imbarazzanti le parole del Commissario all’Agricoltura Hansen che dichiara di aver salvato l’80% del budget PAC.

Sarebbe stato più dignitoso dimettersi, ammettendo una sconfitta clamorosa con un taglio di un quinto delle risorse precedenti che ha votato anche lui, garantendo l’unanimità».

Cibo, tema sociale ed economico

Il cibo è un tema di carattere sociale, oltre che economico. Prandini mette in guardia dalla maggiore attenzione che Cina, India e Stati Uniti stanno dedicando al settore agroalimentare: «Se l’Europa si disimpegna sotto questo punto di vista, diventerà necessario un aumento di importazioni da altri continenti».

La mobilitazione di Coldiretti non si ferma qui: «Non ci rassegniamo a chi vuole togliere i soldi alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati e rovinare la salute dei consumatori, depotenziando un settore strategico per l’Europa e per l’Italia in particolare, come l’agricoltura e l’agroalimentare.

Gli agricoltori non chiedono privilegi, ma rispetto: per chi ogni giorno garantisce sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e presidio del territorio».

L’unanime no al fondo unico

Coldiretti Pesca, inoltre, rileva il taglio di 2/3 dei fondi destinati al settore ittico: da 6,1 miliardi di euro a poco più di 2 miliardi: «Uno schiaffo ai sacrifici fatti dalle marinerie italiane nel segno della sostenibilità e della tutela degli stock ittici che vengono di fatto cancellati».

Cia-Agricoltori Italiani «dice ancora una volta no al fondo unico e al taglio di risorse per la PAC, spina dorsale della sicurezza alimentare UE».

Questa PAC decreta la fine dell’agricoltura: «Mai come adesso serve una PAC forte, autonoma e ben finanziata, che tuteli il mercato unico dalle frammentazioni e gli Stati membri dalle disuguaglianze.

Serve più agricoltura e meno armi per garantire un futuro sostenibile, che metta davvero al centro la produzione di cibo e la salvaguardia dei territori».

Il bilancio pluriennale UE 2027-2034 è una dichiarazione di guerra contro l’agricoltura

Molto dura la posizione di Confagricoltura. Il bilancio pluriennale UE 2027-2034, secondo il presidente Massimiliano Giansanti, «dimostra che la Commissione non è attenta al mondo dell’agricoltura, e non investire in agricoltura significa mettere in difficoltà le nostre produzioni e i cittadini, che non potranno più acquistare prodotti alimentari sicuri e di qualità.

Siamo di fronte a una vera e propria dichiarazione di guerra, ne prendiamo atto».

Confagricoltura ha sempre rifiutato la proposta di accorpamento della PAC al Fondo Unico europeo. «Una scelta che rende l’UE estremamente debole rispetto allo scenario di instabilità geopolitica, alle emergenze dovute alle crisi dei vari comparti e alla situazione che si sta delineando rispetto agli scambi commerciali internazionali, con conseguenze gravissime per tutta l’agricoltura, l’economia e i livelli occupazionali.

Distruggere una visione comune

Sottrarre risorse fondamentali all’agricoltura significherebbe esporla a un’incertezza finanziaria senza precedenti».

Confagricoltura ha partecipato alla manifestazione organizzata a Bruxelles dal Copa-Cogeca per richiamare l’attenzione sul futuro dell’agricoltura europea.

«L’agricoltura da oltre 60 anni è alla base dell’Europa: oggi von der Leyen la smantella per qualche arma in più.

Stiamo rischiando di dire basta a una visione comune: è l’inizio del processo di smantellamento dell’UE. La presidente si sta prendendo una responsabilità incredibile».

Assegnare meno risorse all’agricoltura, tra l’altro, è in contrasto con le parole di von der Leyen che in campagna elettorale rivendicava il ruolo strategico dell’agricoltura, nota Confagricoltura.

Il punto di vista del MASAF

«La Commissione europea ha annunciato ieri la proposta di bilancio che stiamo ancora approfondendo per una valutazione complessiva.

Per mesi l’Italia ha sostenuto la necessità di garantire il mondo agricolo e della pesca, settori economici, ma soprattutto pilastri dell’economia europea così come sancito dai Trattati fondativi.

In un momento difficile come quello che il mondo sta attraversando, l’approvvigionamento alimentare e la custodia dell’ambiente da parte del settore primario sono quantomai indispensabili.

Abbiamo lavorato, e lo ringrazio anche in questa occasione, con il vicepresidente Fitto per arginare modelli di programmazione finanziaria in evidente contrasto con gli interessi dell’economia europea e dei suoi produttori, artefici principali della ricchezza della quale tutti beneficiamo.

Purtroppo, la proposta della Commissione non è all’altezza di questi obiettivi», dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

I risultati raggiunti

«L’Italia, in modo spesso trasversale alle forze politiche, ha denunciato da mesi la sua contrarietà a ipotesi che indebolissero ulteriormente il sistema.

Alcuni risultati sono stati raggiunti sulla condivisione di investimenti strategici per il sistema di approvvigionamento idrico con fondi aggiuntivi rispetto a quelli per la PAC, una semplificazione necessaria e non più rinviabile, una diversa visione sulla gestione della fauna selvatica nel rispetto della produzione, la cancellazione di alcune follie ideologiche previste dal Green Deal e soprattutto una valutazione differente dell’agricoltura come primo difensore dell’ambiente.

Purtroppo, non si è raggiunto ancora l’obiettivo di rimettere al centro delle politiche di sviluppo e coesione territoriale l’agricoltura e la pesca».

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