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Le crisi alimentari del 2025 sono dovute soprattutto ai conflitti

Le crisi alimentari del 2025 sono dovute soprattutto ai conflitti
Foto di Khalil Radi su Unsplash

La fame non è una fatalità ma il risultato di azioni umane

Parlare oggi di crisi alimentari evoca subito la situazione di Gaza, dove tutta la popolazione è in una situazione di insicurezza alimentare acuta, ovvero quella che mette le persone in pericolo imminente di vita.

Ma ad aggravare la situazione globale ci sono i tagli ai finanziamenti che rendono del tutto insufficiente la risposta umanitaria.

Le cause principali delle crisi alimentari

Oltre a Gaza, le crisi alimentari più gravi si registrano in Sudan, Sud Sudan, Yemen, Haiti e Mali. Molti altri paesi sono in situazioni di insicurezza alimentare acuta. Le cause sono diverse:

Verrebbe da dire amaramente che si tratta dei soliti noti, ovvero di paesi in cui l’insicurezza alimentare è talmente cronica e irrisolvibile che le notizie sulle condizioni di vita delle popolazioni passano in un certo senso sotto silenzio.

Si parla di Gaza per le connessioni con la politica internazionale; agli altri paesi non spetta nemmeno l’onore delle cronache e le persone continuano a morire nell’indifferenza del mondo.

L’allarme del GRFC sulle crisi alimentari

Il Global Report on Food Crises (GRFC) 2025 September Update lancia un allarme preciso: da luglio Gaza è in carestia e più di mezzo milione di persone stanno soffrendo la fame, mentre in Sudan la carestia si è affacciata per la prima volta già nell’agosto 2024.

Quello che sollecita una riflessione è che in tutti questi casi le crisi alimentari sono causate dalle azioni umane: i conflitti, infatti, sono il principale motore dell’insicurezza alimentare acuta.

Gaza, Sud Sudan e Yemen hanno anche la più alta percentuale di persone che soffrono di catastrofica insicurezza alimentare (IPC Fase 5).

L’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) è lo standard globale per misurare l’insicurezza alimentare: la Fase 5 è ovviamente la più grave.

Le famiglie che si trovano nell’IPC Fase 5 sperimentano la carestia, ovvero la totale mancanza di accesso al cibo e ad altri bisogni primari anche dopo che sono stati messi in atto tutti i possibili meccanismi di adattamento. Sono evidenti fame, morte, miseria e livelli estremamente critici di malnutrizione acuta. 

Dove aumenta l’insicurezza alimentare

Il rapporto GRFC descrive l’evoluzione dell’insicurezza alimentare acuta (definita dall’IPC come privazione di cibo che minaccia vite e mezzi di sussistenza, indipendentemente dalle cause, dal contesto o dalla durata) nei paesi in crisi alimentare:

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