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Il costo nascosto del cibo, cosa c’è dietro i nostri acquisti?

Il costo nascosto del cibo, cosa c’è dietro i nostri acquisti?
Immagine realizzata con AI per Rinnovabili

Scelte alimentari tradotte in percentuali di spesa reali

Il costo nascosto del cibo è quello a cui non abbiamo mai pensato, ma che esiste concretamente.

In pratica, al costo assegnato a un prodotto esposto sullo scaffale dobbiamo aggiungere quello che non vediamo.

Di impronta ambientale dell’agroalimentare di parla molto, ma al netto dei discorsi conosciamo davvero l’impatto delle nostre scelte alimentari?

Quello che paghiamo non è il costo reale

«Ogni alimento ha un prezzo reale più alto di quello pagato alla cassa. La differenza, oggi, la stiamo pagando come collettività e in parte la pagheranno le generazioni future. Rendere visibili questi costi nascosti significa fornire al settore agroalimentare e alla politica gli strumenti per trasformare il problema in opportunità», ha dichiarato Alessandro Broglia, Chief Sustainability Officer di Up2You.

Il costo nascosto, per l’appunto, che si traduce in spese sanitarie, degrado del suolo, perdita di biodiversità, consumo idrico, inquinamento ambientale. Un prezzo che ricade sulle persone e sul Pianeta.

L’Indice di Impatto Socio-ambientale delle Filiere Agroalimentari (Indice ISFA) – sviluppato dal Centro studi di Up2You (società benefit e B Corp certificata) su commissione di Gruppo Food e presentato durante la nuova edizione di Food Social Impact 2025 – ha quantificato i costi nascosti della filiera alimentare e li ha tradotti in percentuali di spesa reali.

Come si misura il costo nascosto del cibo

Ad esempio, uno yogurt da 4 euro in realtà ne costerebbe 6,61. Non si salva nemmeno la dieta mediterranea, se pensiamo che la pasta ha un costo nascosto del 42% e la passata di pomodoro arriva addirittura al 53% a causa del consumo idrico della coltivazione e della trasformazione.

Quali sono gli indicatori per tradurre in valore economico il costo nascosto del cibo? Basandosi sull’indice TCA (True Cost Accounting, utilizzato anche nei rapporti della FAO), l’ISFA utilizza tre pilastri – ambiente, nutrizione e persone – e si basa su un’analisi di materialità condotta esaminando i bilanci di sostenibilità di circa venti aziende leader delle filiere in analisi.

Infatti il TCA tiene conto della complessità dei sistemi alimentari per misurarne l’impatto complessivo e permettere di fare valutazioni per aumentare la sostenibilità del settore.  

L’approccio è estremamente pratico perché quantifica in euro i costi nascosti delle diete poco salutari, lo sfruttamento delle risorse naturali e le condizioni di lavoro lungo le filiere agroalimentari.

La tabella seguente mostra il divario tra il prezzo di mercato e il costo reale di alcuni prodotti alimentari (i dati utilizzati sono dati medi di settore).

(Fonte: Up2You, “Indice di Impatto Socio-ambientale della Filiera Agroalimentare (ISFA) – Come misurare il reale impatto del settore food”)

Come funziona l’Indice TCA

Diversi gli aspetti esaminati dall’indice TCA: benessere animale

Per ogni tema è stato scelto un indicatore, basato su metriche standardizzate e scientificamente validate. Gli impatti sono calcolati sulla base di 1 Kg di prodotto per renderle facilmente comparabili.

Perché è utile misurare il costo nascosto del cibo

A chi serve, in concreto, conoscere i costi nascosti del cibo? Sicuramente alle imprese, ai rivenditori (in modo particolare alla grande distribuzione) e ai decisori politici.

Conoscere i problemi è il primo passo per risolverli. Nello specifico, conoscere quanto pesa il costo nascosto del cibo sull’ambiente e sulla società permette di cambiare strategia e trasformare le criticità in opportunità di innovazione e di competitività.

L’interesse dell’Indice ISFA risiede anche nel fatto che opera una distinzione tra le diverse filiere. Si scopre così la sostenibilità dei piselli surgelati, che hanno appena 80 centesimi al chilo di costi nascosti.

Pertanto, non si limita a fotografare lo stato dell’arte ma diventa uno strumento pratico che può aiutare a orientare le strategie lungo tutta la catena del valore.

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