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Tutela della legalità nell’agroalimentare, approvato il ddl dal Consiglio dei ministri

Tutela della legalità nell’agroalimentare, approvato il ddl dal Consiglio dei ministri
Image by massimo sanna from Pixabay

Il nuovo ddl tutela legalità e qualità

Il ddl sulla tutela della legalità evidenzia un principio di base. Non puntiamo solo sulla qualità, anche la tutela della legalità deve essere un elemento imprescindibile nel corretto sviluppo del settore agroalimentare.

Un ddl a tolleranza zero per tutelare la legalità

«Tolleranza zero per chi abusa del valore delle nostre produzioni per arricchirsi anche alle spalle di chi rispetta le regole. Garantiamo la tutela dei nostri prodotti e dei nostri cittadini. Giro di vite contro l’Italian Sounding e le frodi nel settore agroalimentare. Trasparenza nella concorrenza e nelle regole. Vita più semplice e meno burocrazia». 

Con queste parole Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha presentato il disegno legge a difesa dei prodotti alimentari italiani.

Le associazioni di categoria e gli operatori del settore hanno accolto con grande soddisfazione l’approvazione in Consiglio dei ministri del ddl sulle sanzioni in materia di agricoltura e pesca, che ora inizierà l’iter parlamentare.

Contrastare la criminalità nel settore agroalimentare

Con questo disegno di legge sembra finalmente possibile attuare la cosiddetta “Legge Caselli”, ovvero la proposta di riforma predisposta da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie.

Il ddl elaborato dalla Commissione Caselli nel 2015 (“Nuove norme in materia di reati agroalimentari”) aveva l’obiettivo di contrastare la criminalità nel settore agroalimentare, che si manifesta in vari modi.

Citiamo ad esempio un fenomeno noto anche al grande pubblico, ovvero il caporalato che è una moderna forma di schiavismo.

La tutela della legalità, pertanto, è un faro che deve rimanere sempre acceso se vogliamo parlare anche di sostenibilità sociale.

La tutela della legalità coincide con la tutela dei consumatori

Tra le novità del ddl si segnala l’introduzione di nuovi reati: “frode alimentare” (relativo a provenienza, qualità o quantità dei prodotti alimentari), “commercio di alimenti con segni mendaci” (pratiche ingannevoli sull’etichettatura e sulle indicazioni dei prodotti Dop e Igp), “agropirateria” (frodi sistematiche e organizzate ai danni dei consumatori).

Ma tutela della legalità è anche tutela della salute dei consumatori. Un concetto, questo, che è importante sottolineare: i reati che hanno a che fare con le adulterazioni e le contraffazioni dei prodotti alimentari hanno ripercussioni dirette anche sulla salute delle persone.

Agroalimentare, un business enorme per la malavita

Inoltre, il settore agroalimentare – per il fatto stesso di essere indispensabile alla sopravvivenza delle persone – rappresenta un business di proporzioni enormi.

La malavita controlla la filiera agroalimentare: dall’accaparramento della terra al trasporto dei prodotti agricoli, dai mercati ortofrutticoli alla vendita di tali prodotti fino alla ristorazione.

È quindi evidente quanto sia indispensabile una tutela capillare della legalità nella filiera.

Come sottolinea Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, inserire i delitti contro il patrimonio agroalimentare nel codice penale «è un passaggio epocale che consente di colpire con maggiore efficacia tutte le frodi a danno della filiera alimentare, a partire dalla contraffazione delle denominazioni di origine DOP e IGP, fino all’utilizzo di segni ingannevoli per trarre in inganno i consumatori che pensano di mangiare un prodotto italiano quando in realtà non lo è».

È auspicabile che il Parlamento approvi il ddl in tempi brevi, anche inserendo eventuali modifiche per una maggiore valorizzazione e tutela del Made in Italy agroalimentare: ad oggi non esistono strumenti giuridici adeguati alle nuove forme di sofisticazione alimentare.

Riconoscimento all’origine e Italian Sounding

Non nasconde la sua soddisfazione Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti: «Con l’introduzione del reato di agropirateria si riconosce finalmente la pericolosità criminale delle attività fraudolente organizzate e reiterate. Erano dieci anni che aspettavamo una legge che riprendesse quella proposta da Caselli, ma che ancora nessuno aveva avuto il coraggio di fare».

Positivo il fatto che il ddl rafforzi le sanzioni amministrative per chi viola le norme su etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni, temi sui quali Coldiretti conduce da anni una vera e propria battaglia.

Il riconoscimento dell’origine dei prodotti europei e il contrasto all’Italian Sounding sono ancora questioni irrisolte. Attualmente, attraverso l’ultima trasformazione il codice doganale sull’origine dei cibi permette di far diventare italiano un prodotto che non lo è.

La tracciabilità della mozzarella di bufala

Un altro punto positivo del ddl sono le misure interdittive e accessorie dalle attività imprenditoriali, strumenti essenziali per contrastare chi danneggia l’economia sana e penalizza i veri produttori.

Il ddl prevede «la destinazione a scopi benefici degli alimenti confiscati a causa di pratiche fraudolente anche in caso di sequestro. Gli alimenti sequestrati potranno essere destinati in favore di enti pubblici o associazioni e consorzi con compiti assistenziali. Si contribuisce così a una finalità sociale e si riduce lo spreco alimentare».

Una buona notizia nel ddl anche per gli amanti della mozzarella di bufala: maggiore tracciabilità, che è anche sinonimo di sicurezza, con l’introduzione del Registro unico delle movimentazioni, integrato con l’anagrafe zootecnica.

Tutela del lavoro dei pescatori onesti e dell’ambiente marino sono l’obiettivo della rivisitazione del sistema sanzionatorio e l’introduzione di norme per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

Le sanzioni amministrative contenute nel ddl

Il ddl prevede sanzioni amministrative proporzionate alla gravità della violazione con misure dissuasive che legano l’importo delle sanzioni al fatturato dell’impresa. In pratica, si differenzia l’importo in base alla dimensione dell’azienda: a una piccola impresa non si applica la stessa sanzione di una multinazionale.

Oltre a istituire la “Cabina di regia per i controlli amministrativi”, il ddl introduce il “Blocco ufficiale temporaneo”.

Questo è uno «strumento di semplificazione che consentirà agli organi di controllo di fermare temporaneamente i prodotti che presentano solo anomalie amministrative, dando la possibilità alle imprese di sanare la carenza documentale entro brevi termini, garantendo, al contempo, la tutela dei consumatori senza incorrere in ritardi burocratici», si legge nella nota del MASAF.

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