
Le informazioni per partecipare al bando apicoltura 2026
Aperto il bando per l’apicoltura 2026 in Umbria. La Regione ha pubblicato l’avviso pubblico per la concessione dei contributi per il settore apistico per l’anno 2026.
La delibera di Giunta regionale n. 606 del 19 giugno 2025 ha definito i criteri per la concessione degli aiuti e con determinazione dirigenziale n. 6935 del 2 luglio 2025 è stato approvato l’avviso pubblico per concessione dei contributi per il settore apistico 2026.
La Regione Umbria riconosce il valore dell’apicoltura
La Regione Umbria riconosce l’apicoltura quale attività agricola di antiche tradizioni che ben si armonizza con l’ambiente naturale di un territorio che offre condizioni climatiche e geografiche favorevoli all’apicoltura.
La Regione Umbria riconosce, inoltre, il ruolo fondamentale che il patrimonio apistico regionale svolge nel garantire le produzioni agricole, che dipendono largamente dall’impollinazione delle api e, più in generale, nel contribuire al mantenimento della biodiversità.
I termini del bando apicoltura 2026
Partecipando al bando gli apicoltori possono accedere agli aiuti concessi per la realizzazione di «interventi destinati a favorire lo sviluppo e il miglioramento quali-quantitativo dei prodotti dell’alveare e a sostenere il reddito degli operatori nel rispetto della tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori».
Le domande di aiuto e pagamento dovranno essere presentate attraverso il portale Sian “Nuova gestione domande miele per beneficiario” seguendo le indicazioni del Manuale operativo utente di AGEA O.P.
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 29 novembre 2025.
Nella pagina dedicata della Regione Umbria sono specificate più dettagliate informazioni per presentare la domanda.
Chi può partecipare
Il bando mette a disposizione di associazioni, aziende apistiche e singoli apicoltori senza Partita IVA complessivi 828.949,66 euro.
Come recita l’art. 1 dell’avviso pubblico, «Gli aiuti sono concessi per la realizzazione di interventi destinati a favorire lo sviluppo e il miglioramento quali-quantitativo dei prodotti dell’alveare e a sostenere il reddito degli operatori nel rispetto della tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori».
I requisiti per accedere al contributo per l’apicoltura 2026
Per accedere al contributo, il richiedente deve:
- essere iscritto nella Banca Dati dell’anagrafe apistica nazionale (BDN) con aggiornamento al 31/12/2024;
- per i nuovi apicoltori l’iscrizione ed autenticazione alla BDN è necessaria anche in possesso di n.0 alveari e deve essere effettuata prima della presentazione della domanda di aiuto;
- essere in regola con la tenuta del registro dei trattamenti e conservare la pertinente documentazione così come previsto dalla normativa vigente;
- costituire e/o aggiornare il “fascicolo aziendale” nel portale SIAN presso i Centri di Assistenza Agricola (CAA) autorizzati da AGEA.
Per le forme associate (associazioni di apicoltori, società e cooperative di apicoltori) devono essere allegati:
- atto costitutivo e statuto completo di eventuale regolamento interno;
- dichiarazione del legale rappresentante attestante l’elenco nominativo dei soci con indicazione di data e luogo di nascita ed attività esercitata e/o qualifica di ognuno;
- elenco dei soci e numero di alveari detenuti;
- delibera del Consiglio di Amministrazione che autorizza il legale rappresentante a presentare la domanda e a riscuotere il contributo.
Interventi e azioni
Gli interventi e le azioni previsti dal bando apicoltura 2026 sono i seguenti:
- Intervento A – Servizi di consulenza, assistenza tecnica, formazione, informazione e scambio delle migliori prassi, anche tramite la creazione di reti, agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori:
Azione A1 – Corsi di aggiornamento e di formazione, seminari, convegni;
Azione A2 – Assistenza tecnica e consulenza.
- Intervento B – Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali:
Azione B1 – Lotta a parassiti e malattie; acquisto e distribuzione di prodotti veterinari;
Azione B2 – Prevenzione avversità climatiche – Alimentazione di soccorso;
Azione B3 – Ripopolamento patrimonio apistico;
Azione B4 – Razionalizzazione della transumanza-acquisto di attrezzature e materiali
vari per l’esercizio del nomadismo;
Azione B5 – Acquisto attrezzature e sistemi di gestione.
- Intervento F – promozione, comunicazione e commercializzazione, comprese azioni di monitoraggio del mercato e attività volte in particolare a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’apicoltura:
Azione F1 – Attività di formazione e informazione finalizzate ad aumentare la sensibilità dei consumatori.
Controlli e liquidazione
Il bando per l’apicoltura 2026 prevede anche l’effettuazione di controlli, come previsto dalla normativa UE per «verificare direttamente in loco la corrispondenza tra quanto richiesto nella domanda di aiuto e quanto realmente attuato.
Entro il 30 aprile 2026 Agea O.P. estrae e comunica alle Amministrazioni partecipanti l’elenco delle domande sulle quali deve essere effettuato il controllo in loco, pari al 10% delle domande di aiuto ammesse.
Inoltre, per scongiurare l’immobilizzazione di risorse superiore alle reali intenzioni di investimento da parte dei soggetti richiedenti il contributo, a scapito di altri potenziali beneficiari, sono attivate le seguenti limitazioni ed esclusioni:
- l’esclusione dal contributo qualora il beneficiario rendiconti una spesa inferiore al 50% di quella ammessa all’aiuto specificata nella comunicazione di ammissibilità;
- l’esclusione dall’accesso alla medesima azione nell’annualità successiva qualora il beneficiario rendiconti una spesa inferiore al 70% di quella ammessa all’aiuto.
Entro il termine previsto dall’AGEA, il Servizio competente trasmetterà per via telematica all’AGEA O.P. gli elenchi per provvedere alla liquidazione.
QUI tutte le informazioni.