
L’Amministrazione Trump pianifica di rivedere le regole sui gas serra dei condizionatori. Questa settimana il Governo statunitense ha annunciato di voler allentare una norma dell’era Biden pensata per ridurre gradualmente alcuni potenti gas serra utilizzati nelle apparecchiature di raffreddamento. Il piano dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) manderebbe a monte un accordo bipartisan riguardo l’impiego degli idrofluorocarburi, o HFC, accordo accolto in passato dagli ambientalisti come un raro e importante successo per la tutela del clima.
Il piano di Trump sui gas serra dei condizionatori
Gli HFC sono gas sintetici composti da fluoro, carbonio e idrogeno, utilizzati nei frigoriferi, nei condizionatori, e negli impianti di raffreddamento. Sono considerati pericolosi gas climalteranti perché hanno un potere migliaia di volte maggiore dell’anidride carbonica nell’aggravare il riscaldamento del pianeta. Il programma dell’Amministrazione Biden puntava a limitarne la produzione e il consumo dell’85% entro il 2036.
Tuttavia, Lee Zeldin, amministratore delegato dell’EPA, ha sostenuto in una nota che queste norme sulla riduzione degli idrofluorocarburi non avrebbero dato alle aziende abbastanza tempo per rispettare le scadenze. A detta del capo dell’agenzia, il passaggio ad altre miscele di refrigeranti avrebbe causato gravi carenze, tanto da lasciare le famiglie senza aria condizionata proprio durante i mesi estivi più caldi.
L’industria dei climatizzatori, però, ha smentito questa affermazione perché l’ha ritenuta esagerata. A quanto pare nel corso del 2025 ci sarebbero stati, sì, dei problemi di approvvigionamento ma sarebbero stati già risolti. Anzi, l’allungamento delle scadenze potrebbe essere addirittura dannoso per i produttori statunitensi poiché le aziende avevano già riorganizzato la produzione in base al programma attuale.
L’Amministrazione Trump sta tentando dunque di prorogare ancora i termini per passare a refrigeranti più puliti. La proposta dell’EPA si applicherebbe a tutto, dai climatizzatori residenziali alla refrigerazione alimentare al dettaglio fino alla produzione di semiconduttori. L’agenzia vorrebbe anche consentire ad alcune apparecchiature, incluse le celle frigorifere dei magazzini, di sfruttare quantità maggiori dei gas refrigeranti più inquinanti.
La Technology Transitions Rule dell’era Biden
Nell’ottobre 2023 la Technology Transitions Rule, un regolamento dell’EPA, aveva imposto restrizioni all’uso di HFC ad alto GWP, ossia con un elevato potenziale di riscaldamento globale, per impianti di refrigerazione, condizionatori d’aria, pompe di calore ed estintori. Il regolamento prevedeva divieti per produzione, distribuzione, vendita, installazione, importazione ed esportazione a partire dal 1° gennaio 2025. In risposta alle preoccupazioni sorte riguardo l’accumulo di scorte, una norma del dicembre 2023 aveva modificato la data di conformità, consentendo l’installazione di apparecchiature HFC ad alto GWP prodotte o importate prima del 1° gennaio 2025 fino al 1° gennaio 2026. Inoltre, un’altra norma del dicembre 2024 aveva ulteriormente prorogato le scadenze di installazione per i sistemi a flusso di refrigerante variabile HFC ad alto GWP, consentendo le installazioni fino al 1° gennaio 2027, e, per alcuni progetti fino al 1° gennaio 2028.
L’ombra dello shutdown sul piano di Trump
La proposta dell’EPA è arrivata poche ore prima che scattasse lo shutdown governativo, dovuto allo stallo tra il Presidente Trump e i Democratici riguardo la spesa pubblica. Il congedo dei dipendenti pubblici federali, quindi anche quelli dell’EPA, ferma temporaneamente tutte le attività relative alle normative in sospeso. Lo shutdown rischia quindi di rallentare l’abrogazione di decine di misure a tutela del clima emanate sotto l’Amministrazione Biden.
Sui gas serra dei condizionatori Trump smentisce anche se stesso
Il Trump del secondo mandato è molto peggio del Trump del primo mandato. Nel 2020 almeno qualcosa di utile per la salute pubblica era stato fatto: gli importantissimi finanziamenti pubblici stanziati per produrre i vaccini contro la malattia di Covid. Era stato proprio il Presidente repubblicano a firmare una legge che indirizzava l’EPA a contenere l’inquinamento climatico. La disposizione rientrava in un ampio disegno di legge di aiuti per la malattia di Covid-19 approvato dal Congresso verso la fine della prima presidenza Trump.
Biden non aveva fatto altro che completare il quadro di riferimento per realizzare quanto previsto dal predecessore, ma adesso il Governo statunitense vorrebbe cancellare un regolamento frutto anche di uno dei pochi accordi bipartisan tra Democratici e Repubblicani.
Ambientalisti preoccupati
Gli ambientalisti sostengono che le modifiche proposte avrebbero effetti del tutto marginali sulle aziende ma conseguenze enormi sul clima. “Tutto questo non renderà le patatine fritte surgelate o i chip per computer più economici di prima“, ha detto al NYT David Doniger, direttore strategico del programma per il clima e l’energia pulita presso il Natural Resources Defense Council, un’associazione ambientalista. “Stiamo parlando di gas serra estremamente potenti che rimarranno più a lungo nell’atmosfera“.
Il pubblico statunitense avrà 45 giorni per esprimere un’opinione una volta che la proposta sarà pubblicata sul Federal Register. L’EPA ha fatto sapere che si terrà anche un’udienza pubblica virtuale prima che le modifiche siano finalizzate.