
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato il report Energy Management for Industry, che mette in evidenza come la gestione dell’energia per l’industria sia cruciale per sbloccare risparmi consistenti e rafforzare la sicurezza energetica.
Secondo l’analisi, i sistemi di energy management possono garantire oltre il 10% di riduzione dei consumi nei primi tre anni, con alcune aziende che hanno raggiunto tagli superiori al 30%. Nonostante questi risultati, il livello di adozione resta ancora moderato e la stagnazione dell’efficienza industriale è oggi uno dei principali freni al progresso globale.
Gestione dell’energia per l’industria e i numeri del risparmio
Il report mostra come l’implementazione sistematica della gestione energetica consenta di superare le medie del settore. Nei Paesi membri IEA, se tutte le imprese raggiungessero i livelli del 25% più efficiente, i costi energetici industriali potrebbero ridursi fino a 600 miliardi di dollari l’anno.
Anche scenari più avanzati, che includono un’adozione diffusa di AI, potrebbero ridurre i consumi globali del 28% entro il 2035. L’industria è oggi responsabile dell’80% della crescita nella domanda finale di energia dal 2019 al 2023, un dato che rende prioritario il rafforzamento delle politiche di efficienza.
Le esperienze raccolte a livello internazionale mostrano che i pacchetti di politiche più efficaci combinano regolazione, incentivi e formazione.
L’UE, con la revisione della Direttiva Efficienza Energetica del 2023, ha imposto che tutte le imprese sopra gli 85 TJ adottino un sistema di gestione energetica certificato, mentre quelle oltre i 10 TJ effettuino audit e piani di azione. In Italia le imprese energivore sono obbligate a recepire parte delle raccomandazioni degli audit. Altri Paesi, come la Spagna, hanno introdotto sanzioni fino a 112 mila dollari per le aziende non conformi. Questi strumenti, insieme a incentivi e programmi di riconoscimento, hanno dimostrato di accelerare l’adozione di misure concrete.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale al servizio dell’efficienza
Il report sottolinea l’impatto crescente delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nella gestione dell’energia per l’industria. Applicazioni consolidate riguardano la manutenzione predittiva, il controllo qualità automatizzato e i digital twin.
L’IEA stima che la diffusione globale di queste soluzioni possa ridurre i consumi industriali di 8 EJ entro il 2035, pari all’intero fabbisogno energetico annuale del Messico. Casi concreti confermano il potenziale: un gruppo multisito, adottando sistemi smart meter, ha tagliato i consumi medi del 7,46% in 87 stabilimenti, risparmiando oltre 41 milioni di dollari annui. Anche in Italia, servizi di energy management potenziati dall’AI hanno portato a riduzioni fino al 5% nei settori acciaio e cemento.
Verso una gestione più strategica e competitiva
Secondo l’IEA, la gestione dell’energia per l’industria non è solo una leva per abbattere costi e consumi, ma anche uno strumento di competitività. Le aziende che adottano sistemi come l’ISO 50001 riportano tempi di ritorno inferiori a tre anni nel 70% dei casi. I “quick wins”, come manutenzione preventiva o ottimizzazione degli impianti ausiliari, hanno payback di pochi mesi e permettono di liberare risorse per investimenti più profondi . Per accelerare il percorso, il report suggerisce pacchetti normativi progressivi, che passino da misure volontarie a requisiti obbligatori, accompagnati da incentivi, formazione e strumenti digitali.
Le raccomandazioni IEA per i governi
Il report sottolinea che la gestione dell’energia per l’industria deve partire da una revisione delle misure già esistenti. I governi sono invitati a valutare l’efficacia dei programmi in atto, il loro livello di adozione e l’allineamento con gli obiettivi nazionali di energia e clima.
Da questa analisi possono derivare due direzioni: rafforzare i pacchetti di politiche già operativi, ampliandone la copertura e migliorando il supporto, oppure svilupparne di nuovi laddove emergono lacune significative. Questo vale, in particolare, per le PMI, le catene di fornitura e i settori a più alto impatto.
L’IEA indica inoltre che il confronto internazionale rappresenta una risorsa preziosa. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno istituito partnership con laboratori nazionali e centri di valutazione per fornire audit e strumenti gratuiti. Finlandia e Irlanda hanno creato reti e accordi di lungo termine, mentre il Giappone ha combinato incentivi economici e sistemi di benchmarking.
Francia e Giappone hanno messo a disposizione un supporto personalizzato per le PMI, l’Arabia Saudita ha lanciato una piattaforma di formazione online, e l’Australia ha introdotto un sistema di reporting per condividere dati e aumentare i risparmi industriali.
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