
Prende corpo il polo strategico nazionale per l’eolico offshore
Non due ma quattro. Raddoppiano nella pratica le aree delle Autorità portuali dove dar vita al futuro polo strategico italiano per l’eolico in mare. Lo rivela la bozza del DM Aree demaniali per le infrastrutture dell’eolico offshore, redatta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dal Ministero dell’Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Il provvedimento attua quanto disciplinato dall’articolo 8 del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, recante “Misure per lo sviluppo della filiera relativa agli impianti eolici galleggianti in mare”. Il provvedimento ha stabilito che il MASE e il MIMIT individuassero almeno due porti nel Mezzogiorno al fine di creare un polo strategico per la produzione di piattaforme galleggianti e infrastrutture elettriche per l’eolico marino.
Definendo per ciascuna area demaniale marittima anche gli interventi infrastrutturali da effettuare sulla base di una analisi di fattibilità tecnico-economica e dei tempi di realizzazione degli interventi.
Il DM Aree demaniali per le infrastrutture dell’eolico offshore
Il DM Aree demaniali marittime realizzato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze individua come idonee agli investimenti del settore della cantieristica navale le seguenti zone:
- Le aree demaniali pertinenti dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale in Augusta che richiede un ammodernamento della banchina area nord porto commerciale, dell’area di Punta Cugno e del Pontile Consortile con realizzazione nuova banchina (Wet Storage), fino al dragaggio fondali di Punta Cugno.
- Le aree demaniali pertinenti dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale in Brindisi. L’area richiede un adeguamento strutturale della: pavimentazione dei piazzali della Colmata di Capo Bianco (Ex British Gas) incluso approfondimento dei fondali; pavimentazione dei piazzali della Cassa di Colmata Costa Morena Est, incluso approfondimento dei fondali; delle superfici esistenti del Molo Enel — Costa Morena. A ciò si aggiunge la realizzazione della cassa di colmata (I fase) e successivo riempimento, consolidamento, degli impianti e della pavimentazione finale (II Fase) dell’Ampliamento Colmata di Capo Bianco, incluso approfondimento dei fondali. E la bonifica, demolizioni manufatti esistenti, realizzazione di impianti, pavimentazioni in calcestruzzo armato, magazzini, viabilità ed aree a verde dell’Area retroportuale di Capo Bianco.
- Le aree demaniali pertinenti dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Tirreno Centro Settentrionale in Civitavecchia; gli interventi previsti sono: il banchinamento di riva in cassoni cellulari e del molo di sopraflutto in cassoni cellulari; l’escavo dello specchio acqueo alle batimetrie previste e il riutilizzo del materiale di escavo; l’addensamento e consolidamento dei piazzali; l’urbanizzazione primaria dei piazzali e l’allestimento delle aree di cantiere; la realizzazione dei capannoni, degli edifici direzionali e delle piste di prefabbricazione; la realizzazione del fascio binari a servizio del cantiere e sua connessione al fascio appoggio portuale.
- Le aree demaniali pertinenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio in Taranto, per il quale è previsto unicamente l’ammodernamento banchina del Molo polisettoriale.