Rinnovabili

Le ultime novità dal MASE su FERX definitivo ed Energy Release 2.0

Barium Bay è il più grande parco eolico offshore galleggiante a ottenere la VIA 

Arrivano direttamente dalla Camera le ultime novità in materia di FERX definitivo ed Energy Release 2.0. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha risposto ieri ad alcune interrogazioni in X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo), chiarendo parzialmente alcuni punti lasciati in sospeso. Primo fra tutti l’aderenza del FERX definitivo ai nuovi obblighi del Regolamento (UE) 2024/1735 (meglio noto come Net-Zero Industry Act), in vigore dal 29 giugno 2024.

Il provvedimento comunitario impone ai Paesi UE di introdurre a partire dal 2026 criteri diversi dal prezzo nelle aste dedicate agli impianti rinnovabili. Una prescrizione già anticipata dall’Italia con la seconda procedura concorsuale del FERX Transitorio. Questa stessa attenzione sarà riversata anche nel meccanismo definitivo che entrerà in vigore una volta esaurito il transitorio.

“Questo Ministero si è […] attivato nell’ambito delle negoziazioni in corso con la Commissione Europea in merito al meccanismo dedicato alle tecnologie rinnovabili vicine alla competitività di mercato – cosiddetto FERX. A regime, si sta infatti lavorando anche all’introduzione dei criteri non di prezzo per impianti fotovoltaici ed eolici, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo previsto dall’articolo 26 del Net Zero Industry Act”.

Alcuni chiarimenti arrivano anche sul fronte dell’Energy Release 2.0 e in particolare sul cosiddetto claw-back. Di che si tratta? Di una clausola che garantisce che non permanga alcuna “sovra remunerazione” per i beneficiari, tenuto conto dell’anticipazione triennale dell’energia. Il meccanismo prevede che, se alla scadenza dei 20 anni, dovesse persistere un “vantaggio residuo” positivo per l’impresa, il contratto di restituzione venga esteso per un ulteriore periodo fino alla completa restituzione di tale vantaggio.

In questo contesto il MASE ha fatto sapere di essere “consapevole dell’impatto di tale modifica sulle valutazioni dei beneficiari ai fini dell’adesione al meccanismo, valutazioni che possono incidere sugli accordi con i soggetti terzi che assumeranno infine l’obbligo di realizzazione della nuova capacità e di restituzione dell’energia anticipata alle imprese energivore”.

“A tale riguardo, occorre evidenziare che il decreto di recepimento delle modifiche della Commissione è ora alla registrazione della Corte dei conti. A valle dell’adozione del decreto, saranno predisposte e approvate le regole operative, corredate dai nuovi schemi contrattuali, in modo da fornire tutte le informazioni necessarie ai soggetti interessati per effettuare con piena cognizione le proprie valutazioni. Si può però anticipare che il tema posto dagli Interroganti – circa l’impatto dell’eventuale estensione del contratto di restituzione oltre l’originaria scadenza a 20 anni – è tra gli elementi oggetto di attenzione. L’obiettivo è di definire modalità che, nel rispetto dei vincoli posti dalla lettera della Commissione europea, consentano di definire un quadro certo e affidabile, contenendo i fattori di incertezza derivanti dalle nuove clausole, a beneficio della buona riuscita della misura”.

Exit mobile version