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Fotovoltaico in trisolfuro di antimonio, il thin film di nuova generazione

Fotovoltaico in trisolfuro di antimonio, il thin film di nuova generazione

Passi avanti per il fotovoltaico in trisolfuro di antimonio

La nuova generazione del fotovoltaico a film sottile potrebbe fare a meno dei materiali più conosciuti come il CdTe o il silicio amorfo per puntare a un composto più economico e usato storicamente come colorante. Parliamo del trisolfuro di antimonio (Sb₂S₃), semiconduttore ad ampio bandgap (circa 1,7 eV) con eccezionali proprietà optoelettroniche, abbondante e atossico. Peccato che, nonostante le ottime proprietà sulla carta, nella pratica il fotovoltaico in trisolfuro di antimonio “arranchi”.

La sua efficienza di conversione, infatti, è ancora estremamente bassa: circa il 6-7%, valori che ne rendono impossibile l’arrivo sul mercato fotovoltaico.

A dare una mano al composto è oggi una nuova ricerca guidata dai professori Wang Mingtai e Chen Chong degli Istituti di Scienze Fisiche di Hefei dell’Accademia Cinese delle Scienze. Il team ha sviluppato una cella solare a film sottile in (Sb₂S₃) con un’efficienza di conversione record: un 8,21% che segna il valore più alto mai raggiunto con questo materiale fotovoltaico.

Ma per capire quali sono le difficoltà superate e quelle da superare, occorre fare un passo indietro.

Celle solari in trisolfuro di antimonio, come funzionano?

Il trisolfuro di antimonio ha iniziato a destare parecchio interesse nelle applicazioni fotovoltaiche grazie al suo alto coefficiente di assorbimento della luce visibile, che permette di utilizzare quantità minime di materiale, e un bandgap ottimale per assorbire quasi tutta la luce visibile e una piccola parte dell’infrarosso vicino, rendendolo ideale sia in unità a singola giunzione che in tandem con altri semiconduttori.

Questo composto è anche stato studiato come strato in dispositivi più complessi, ad esempio come il Back Surface Field (Campo di Superficie Posteriore) nelle celle in CIGS.

Il problema principale? Fino a ieri l’efficienza di conversione massima segnalata era di appena il 7,69%. Questo perché l’(Sb₂S₃) soffre di gravi perdite di ricombinazione indotte dall’interfaccia, derivanti da un disallineamento dei livelli energetici e da difetti intrinseci.

Il nuovo approccio alla passivazione dei difetti

Per superare queste sfide, i ricercatori cinesi hanno proposto un approccio di passivazione dei difetti a piena dimensione, vale a dire sia quelli puntuali come atomi mancanti o fuori posizione, sia quelli lineari, superficiali o volumetrici. La strategia messa in campo si affida alla permeazione dello ioduro di fenetilammonio degradabile (PEAI) in film amorfi di (Sb₂S₃).

Si legge nell’articolo pubblicato su Advanced Energy Materials:

“Il pretrattamento PEAI di film amorfi di (Sb₂S₃) consente la cristallizzazione orientata a [hk1], la passivazione dei difetti a dimensione intera (massa e interfacce) e la ricostruzione del livello energetico a doppia interfaccia tramite legame Cd-I e Sb-I. Il PEAI riduce l’energia superficiale del Solfuro di Cadmio (CdS) e si adsorbe preferenzialmente sui piani Sb₂S₃, promuovendo l’orientamento [hk1] e migliorando il trasporto dei portatori”.

Detto in altre parole, il PEAI guida la crescita dei cristalli del trisolfuro di antimonio e si lega ai siti vacanti o ai legami insaturi, neutralizzando i difetti. Non solo. Stabilisce nuovi legami chimici in entrambe le interfacce (Cd-I e Sb-I), creando una sorta di “cucitura” molecolare che migliora i livelli energetici e di conseguenza il trasporto dei portatori di carica.

Il risultato? I ricercatori sono riusciti a fabbricare una cella solare a eterogiunzione in Sb₂S₃ con un’efficienza di conversione dell’8,21%, la più alta finora registrata.

“Questo lavoro stabilisce un paradigma a quadrupla integrazione (passivazione dei difetti, controllo dell’orientamento, ottimizzazione dei livelli energetici e progettazione dell’architettura), fornendo una roadmap universale per il fotovoltaico sostenibile ad alta efficienza”.

Lo studio Full‐Dimensional Penetration Strategy with Degradable PEAI Enables 8.21% Efficiency in Bulk Heterojunction Sb2S3 Solar Cells appare su Advanced Energy Materials.

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