
Il low cost fotovoltaico sta per finire
Ad agosto 2025 i prezzi dei moduli fotovoltaici hanno raggiunto un minimo storico: appena 0,12 €/Wp per pannelli ad alta efficienza e solo 0,10 €/Wp per quelli standard (prezzi sul mercato europeo). Cifre che in molti casi sono risultate sotto i costi di produzione. Ma questo low cost fotovoltaico sembra ormai prossimo alla fine, e se per i produttori di moduli è una buona notizia, per gli sviluppatori di impianti lo è meno.
Secondo l’ultima analisi di settore realizzata da Wood Mackenzie, i costi della componentistica solare, così come quelli dei sistemi di accumulo energetico, sono destinati ad aumentare del 9% nel quarto trimestre del 2025.
“Negli ultimi diciotto mesi – spiega Yana Hryshko, analista di ricerca senior per Wood Mackenzie – gli sviluppatori hanno beneficiato della vendita a prezzi stracciati di moduli solari e sistemi di accumulo di energia da parte di produttori cinesi, nel disperato tentativo di smaltire l’eccesso di offerta. Tuttavia, tutto questo sta per cambiare“.
Il documento mette chiaramente a fuoco le tre cause dietro questo nuovo trend, tre fattori convergenti che spingeranno innanzitutto i prezzi dei moduli fotovoltaici.
Il trend rialzista del polisilicio
Il primo fattore in assoluto riguarda il polisilicio: i prezzi del materiale si sono finalmente stabilizzati dopo ben 18 mesi consecutivi di cali, determinati dall’aggressiva espansione della capacità produttiva cinese tra il 2022 e il 2024.
Merito delle nuove linee guida governative che hanno messo un argine all’espansione e imposto tagli all’utilizzo. E dal momento che la Repubblica Popolare ospita oltre il 93,5% dell’industria mondiale di silicio di grado solare, va da sé che ogni nuova direttiva riesca a fare il bello e il cattivo tempo a livello internazionale.
La conseguenza diretta? I tassi di produzione si sono ridotti del 55-70% e i prezzi sono aumentati di circa il 48% da fine luglio 2025. Oggi il silicio cristallino viene venduto a circa 7,2 $/kg e dovrebbe arrivare fino ai 7,7 $/kg nel breve periodo.
Addio tecnologia PERC
Questo intervento a livello del silicio si è ripercosso su tutta la filiera fotovoltaica, toccando a cascata i wafer, le celle e i moduli. Per la precisione i tassi di produzione dei pannelli si sono dimezzati, mentre una serie di linee dedicate alla tecnologia PERC (Passivated Emitter and Rear Cell) sono state chiuse.
La Cina modifica la politica fiscale
Terzo fattore che sta incidendo sul mercato fotovoltaico mondiale: la nuova politica fiscale di Pechino. A partire dal quarto trimestre del 2025, la Cina annullerà il rimborso IVA del 13% precedentemente applicato alle esportazioni di pannelli solari e sistemi di accumulo. Poiché la Cina fornisce oltre l’80% dei moduli fotovoltaici a livello globale e il 90% dei pacchi batteria al litio-ferro-fosfato, questo intervento avrà un impatto diretto sui prezzi di riferimento globali.
“Questo cambiamento andrà a beneficio della salute a lungo termine del settore“, ha spiegato Hryshko. “Per i produttori, rappresenta un’opportunità gradita per reinvestire e innovare. Per gli sviluppatori a livello globale, significa adeguare le aspettative in materia di approvvigionamento. E per i decisori politici, è un promemoria tempestivo dei rischi insiti nelle catene di fornitura concentrate“.
La ricerca suggerisce che anche gli sviluppatori che hanno stipulato accordi di fornitura all’inizio del 2025 dovranno affrontare una rinegoziazione per la produzione programmata dopo novembre 2025, man mano che si afferma il nuovo contesto tariffario.