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Riconciliazione di Bilancio USA, a rischio l’industria delle FER

Riconciliazione di Bilancio USA, a rischio l’industria delle FER
via depositphotos.com

L’epoca d’oro per gli investimenti nelle rinnovabili statunitensi potrebbe avere già una data di fine. Nella proposta di legge per la Riconciliazione di Bilancio, molti elementi colpiscono direttamente l’industria delle FER.

Il provvedimento in questione, che il presidente americano Trump non ha esitato a ribattezzare “Big Beautiful Bill”, porta con sé un vasto programma di politica interna. L’obiettivo è modificare il bilancio nazionale con una procedura parlamentare – la Budget reconciliation per l’appunto – che permette di sottrarre la proposta ai blocchi dell’opposizione. E tra tagli fiscali, nuovi incentivi e riduzione della spesa per il Medicaid, nella proposta finiscono anche le green energy. Ovviamente con risultati potenzialmente disastrosi per l’industria verde.

“Molti degli elementi della proposta di bilancio della Camera – spiega oggi Sylvia Leyva Martinez, analista principale di Wood Mackenzie – ostacolerebbero lo sviluppo di progetti rinnovabili negli Stati Uniti”.

Il disegno di legge propone, infatti, una riduzione graduale del credito d’imposta sugli investimenti (ITC) e del credito d’imposta sulla produzione (PTC) per progetti solari, eolici e di accumulo energetico. Gli stessi introdotti dall’IRA di Biden e che hanno minacciato da subito gli investimenti in Europa. In base alla bozza pubblicata dalla Commissione per le politiche e i mezzi, i crediti rimarrebbero al loro valore pieno solo per i progetti in esercizio entro il 2028. Poi scenderebbero all’80% per il 2029, al 60% nel 2030, al 40% nel 2031 e allo 0% nel 2032.

Viene, inoltre, rimossa la trasferibilità dei crediti, introdotto l’obbligo di messa in servizio dei progetti per ottenere l’incentivo fiscale e attuate disposizioni più severe sulle “entità straniere di interesse” (FEOC).

“Le modifiche proposte avrebbero implicazioni di vasta portata per il settore dell’energia pulita”, ha affermato Leyva Martinez. “Sebbene il disegno di legge mantenga alcuni elementi come la quota nazionale e gli addizionali per le comunità energetiche, le prospettive generali per il settore appaiono impegnative”.

Nel dettaglio, per il comparto fotovoltaico gli aggiustamenti della Riconciliazione di Bilancio potrebbero ostacolare fin da subito la crescita del solare su scala industriale. L’estensione fino al 2031 del 45X, ossia il Credito d’Imposta per la Produzione Manifatturiera Avanzata, è positiva per i produttori. La misura si scontrerebbe però con le nuove restrizioni sui prodotti esteri che potrebbero di fatto chiudere il mercato statunitense alle aziende cinesi, e la fine dei trasferimenti di crediti d’imposta ostacolerebbe drasticamente i produttori statunitensi che fanno ampio affidamento su questo meccanismo di finanziamento.

L’eliminazione graduale del credito d’imposta avrebbe un impatto significativo sulla filiera eolica e sulla pipeline di progetti. La cessazione anticipata del credito d’imposta per la componente eolica pone ulteriori sfide al segmento.

“Prevediamo un leggero aumento delle installazioni eoliche, trainato dalla corsa all’ottenimento del PTC, simile al trend osservato dal 2020 al 2022, quando le installazioni hanno raggiunto una media di 14 GW all’anno”, ha affermato Diego Espinosa, analista senior di Wood Mackenzie. “Tuttavia, si prevede che il passaggio da “inizio dei lavori” a “messa in servizio” restringerà la pipeline dei progetti, aumentando così il rischio finanziario e l’incertezza”.

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