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Idrogeno a basse emissioni, via libera alla metodologia UE per calcolare i risparmi di gas serra

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La Commissione europea ha adottato una nuova metodologia per il calcolo dei risparmi di gas serra derivanti dalla produzione e dall’uso di idrogeno a basse emissioni. L’atto delegato, adottato l’8 luglio 2025, rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione del mercato europeo dell’idrogeno e completa il quadro normativo insieme alle regole già in vigore per l’idrogeno rinnovabile e i carburanti da fonti non biologiche.

Secondo quanto stabilito, per essere considerato “a basse emissioni”, l’idrogeno dovrà garantire una riduzione delle emissioni di almeno il 70% rispetto ai combustibili fossili non abbattuti. Questa soglia vale anche per i carburanti derivati, come i combustibili sintetici prodotti a partire dall’idrogeno low carbon.

 Il metodo di calcolo adottato segue un approccio basato sull’intero ciclo di vita, considerando non solo le emissioni dirette, ma anche quelle legate all’estrazione delle materie prime, alla produzione, al trasporto e all’utilizzo del combustibile. Vengono inoltre presi in considerazione sia le emissioni di metano lungo la filiera che i tassi effettivi di cattura del carbonio.

Idrogeno a basse emissioni da gas naturale e da elettricità low carbon

L’idrogeno a basse emissioni potrà essere prodotto con tecnologie diverse. Un’opzione è la riformazione del gas naturale, a condizione che sia abbinata a sistemi di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS), in grado di trattenere la CO₂ generata durante il processo.

In alternativa, l’idrogeno potrà essere generato per via elettrolitica, usando elettricità proveniente da fonti low carbon. In entrambi i casi, la metodologia stabilita dalla Commissione offre un approccio flessibile, in grado di tener conto delle differenze nei mix energetici nazionali.

L’atto non definisce in modo specifico quale quota di energia rinnovabile debba essere conteggiata nell’idrogeno prodotto da elettricità. Questo aspetto resta regolato dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED III), che prevede una media annuale. La Commissione ha chiarito che questo punto sarà oggetto di revisione in sede di aggiornamento della RED.

Le regole si applicano anche alle importazioni

Le nuove disposizioni per l’idrogeno a basse emissioni varranno sia per i produttori europei che per quelli di Paesi terzi interessati a esportare idrogeno nel mercato UE.

La certificazione dei combustibili potrà avvenire tramite i cosiddetti voluntary schemes, sistemi di verifica gestiti da soggetti terzi accreditati a livello internazionale. Si tratta dello stesso meccanismo già utilizzato per i carburanti rinnovabili, a garanzia di uniformità e tracciabilità.

Il regolamento adottato rientra nel pacchetto normativo previsto dalla Hydrogen and Gas Market Directive (Direttiva 2024/1788), che ha introdotto un quadro di certificazione completo per i combustibili low carbon. L’articolo 9 della Direttiva imponeva alla Commissione di definire entro agosto 2025 una metodologia ufficiale per valutare i risparmi emissivi legati a questi combustibili.

I prossimi passi per la nuova metodologia di calcolo dell’idrogeno a basse emissioni

L’atto delegato sarà ora sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio, che avranno due mesi di tempo – prorogabili di altri due – per approvarlo o respingerlo. In caso di via libera, il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Nel frattempo, la Commissione continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato dell’idrogeno. È già in corso uno studio sugli effetti del quadro normativo europeo, in particolare per individuare eventuali barriere che ostacolano la crescita del settore. L’obiettivo è valutare anche se siano necessari aggiustamenti all’attuale disciplina sull’idrogeno rinnovabile.

Ma ci sono anche nucleare, metano e cattura della CO₂

Uno degli aspetti più attesi riguarda la futura inclusione dell’energia nucleare tra le fonti ammissibili per la produzione di idrogeno a basse emissioni tramite contratti PPA (Power Purchase Agreements). La Commissione ha annunciato che lancerà nel 2026 una consultazione pubblica su una metodologia dedicata al nucleare, con l’intento di aumentare la chiarezza per i produttori interessati a questa via.

Un altro tema centrale è la gestione delle emissioni di metano. La Commissione intende garantire l’attuazione efficace del nuovo Regolamento sul Metano, privilegiando soluzioni semplici e pratiche. Lo stesso vale per il riconoscimento della cattura e dello stoccaggio geologico della CO₂ come forma di riduzione delle emissioni, anche nel caso di siti localizzati al di fuori dell’Unione, purché rispettino criteri di sicurezza e tracciabilità compatibili con gli standard UE.

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