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Un passo avanti per l’idrogeno: la Commissione Europea definisce le regole della rete continentale

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di Alessandro Petrone

Con la pubblicazione del suo parere ufficiale il 16 maggio 2025, la Commissione Europea compie un passo determinante verso la realizzazione della rete europea degli operatori dell’idrogeno, nota come (European Network of Network Operators for Hydrogen). Il documento esamina in dettaglio i documenti costitutivi della futura associazione, prevista dal Regolamento UE 2024/1789, destinata a pianificare e coordinare le infrastrutture di trasmissione dell’idrogeno a livello continentale.

Idrogeno e obiettivi climatici: un’integrazione necessaria

Tra i rilievi principali, la Commissione sottolinea l’assenza, nello statuto di ENNOH, del richiamo esplicito agli obiettivi climatici europei. L’invito è a integrare chiaramente nel mandato dell’associazione la priorità per l’idrogeno rinnovabile e il suo utilizzo nei settori hard-to-abate, in linea con la strategia di decarbonizzazione dell’Unione.

Chi può far parte di ENNOH: criteri da chiarire

Un punto critico riguarda l’adesione dei membri. Secondo la normativa, possono partecipare solo operatori certificati o in via di certificazione secondo la Direttiva UE 2024/1788. Tuttavia, lo statuto prevede una categoria aggiuntiva di “membri fondatori”, anche in assenza dell’avvio formale della certificazione. Per Bruxelles, ciò rischia di minare la legittimità dell’associazione e comprometterne la rappresentatività.

Idrogeno: verso una rete aperta, ma protetta

La Commissione accoglie con favore la previsione di osservatori esterni, ma raccomanda di limitarli ai Paesi che adottano l’acquis comunitario. Suggerisce inoltre maggiore chiarezza sulle informazioni condivisibili nei futuri accordi bilaterali con operatori di Paesi terzi, per tutelare gli interessi strategici dell’UE.

Altro tema chiave riguarda le modalità di consultazione degli stakeholder. Il parere raccomanda consultazioni pubbliche di almeno due mesi, con regole più dettagliate per garantire la partecipazione effettiva di tutti gli attori rilevanti, inclusi esperti indipendenti e società civile.

Equilibrio e trasparenza: le sfide per la nuova rete dell’idrogeno

Infine, la Commissione chiede una governance equa: equilibrio geografico nella composizione del board, revisione dei seggi riservati ai Paesi “first movers” e inclusione di criteri per la parità di genere. Obiettivi che mirano a garantire una rete idrogeno rappresentativa, efficace e allineata agli obiettivi dell’Unione.

Consulta qui il parere integrale della Commissione Europea

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