
Via libera al Collegato Energia proposto dal MASE
Un quadro di riferimento per la filiera della cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) nazionale, che fornisca anche la cornice regolatoria per lo sviluppo dell’idrogeno nel Paese. E’ il nuovo assetto normativo che va prendendo forma in Italia e che vede oggi l’approvazione di un tassello importante.
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera questo pomeriggio al relativo schema di Legge delega, il Collegato Energia previsto dal Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029; lo stesso piano- per intenderci- da cui è scaturita la legge delega sul nucleare.
A darne notizia è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tramite una rapida nota stampa.
Il provvedimento – spiega il Dicastero – mira a fornire una disciplina organica alla filiera della cattura del carbonio e in particolare al ruolo dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente in materia, ovvero l’ARERA.
Non solo. Lo stesso provvedimento interviene sulla regolazione del settore H2 e sull’adempimento agli obblighi di riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia, in conformità al nuovo regolamento UE di giugno 2024.
Delega al Governo per il CCUS
La bozza della legge delega prevede che entro 12 mesi il Governo ad adotti uno o più decreti legislativi dedicati alla filiera CCUS che siano coerenti con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e complementari alle rinnovabili e all’efficientamento energetico. Il testo prevede anche di assoggettare il trasporto tramite rete e lo stoccaggio geologico a regolazione di ARERA, data la loro natura di monopolio naturale. Garantendo un accesso trasparente e non discriminatorio all’a rete per l’infrastruttura dedicata, con un sistema tariffario certo.
I decreti dovranno anche definire i compiti di regolazione e controllo di ARERA, prevedere modalità diverse di trasporto della CO2 e stabilire regole per la separazione delle attività al fine di promuovere la concorrenza. Non solo. Le future norme dovranno mettere nero su bianco il regime di diritti e responsabilità e gli standard tecnici di qualità e sicurezza, armonizzando la normativa esistente e prevedendoun procedimento unico per il rilascio dei titoli abilitativi.
Delega al Governo per l’Idrogeno
L’articolo 2 della legge delega assolve alle richieste della direttiva UE 2024/1788 prevedendo che le funzioni di autorità di regolazione nazionale in materia di idrogeno siano attribuite ad ARERA. Per gestire queste nuove competenze, l’organico di Authority sarà incrementato di 12i unità.
I relativi costi saranno coperti da un contributo a carico degli operatori del settore dell’idrogeno, non superiore all’1 per mille dei loro ricavi.
Riduzione delle emissioni di metano nel settore energia
In base allo schema del Collegato Energia vengono designate le autorità competenti per assicurare e monitorare il rispetto del regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel comparto energetico. Nel dettaglio:
- Al MASE sono attribuite le attività relative alle emissioni nel settore degli idrocarburi e altre, potendo avvalersi di SNPA e Acquirente Unico S.p.A.
- Le Regioni o Province autonome sono competenti per altre specifiche attività, potendo avvalersi degli organi di polizia mineraria.
Legge delega, il commento del ministro Pichetto
“Facciamo un ulteriore passo concreto verso la neutralità climatica e la sicurezza energetica del Paese”, ha commentato il ministro. “Definiamo infatti un quadro normativo chiaro per tecnologie fondamentali alla decarbonizzazione dei settori industriali più complessi”.
“Favoriamo inoltre – prosegue il numero uno del MASE – lo sviluppo dell’idrogeno come vettore strategico del futuro e rafforziamo gli strumenti per attuare gli impegni europei sul metano”.
“Questo provvedimento si inserisce pienamente negli impegni assunti dall’Italia in sede europea e conferma la nostra volontà di guidare il processo di innovazione e sostenibilità energetica, con serietà ed efficienza”.
I prossimi passi? Il disegno di legge deve essere trasmesso alle Camere con procedura d’urgenza per accelerarne l’esame e consentire l’adozione dei decreti attuativi entro i tempi utili alla realizzazione degli obiettivi climatici ed energetici fissati dal PNIEC e dal Green Deal europeo.