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Gli obiettivi UE 2030 sull’idrogeno “non sono raggiungibili”

Costo idrogeno verde: parità prezzo con H2 grigio solo per Cina e India
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La transizione energetica europea punta sull’idrogeno verde come pilastro per la decarbonizzazione di settori industriali e trasporti difficili da elettrificare. Tuttavia, due studi pubblicati negli ultimi giorni sollevano più di un dubbio sulla fattibilità degli obiettivi UE idrogeno al 2030. I problemi della strategia europea sull’idrogeno? Criticità economiche e geopolitiche, oltre a ritardi strutturali.

Obiettivi UE idrogeno: “probabilmente non raggiungibili”

I target fissati dalla Commissione UE nel 2020 con la Strategia sull’idrogeno sono “probabilmente non raggiungibili nelle circostanze attuali”. È la conclusione a cui arriva lo studio H2 Reality Check di CASSIS e EWI.

Tre gli ostacoli principali secondo gli autori:

Come molte altre pubblicazioni nei mesi e anni passati, anche questo studio raccomanda di concentrare l’idrogeno nei settori senza alternative (chimica, aviazione) e diversificare le importazioni, evitando di replicare la dipendenza dal gas russo.

Ritardi strutturali: in tempo solo il 17% dei progetti H2

Un quadro di criticità in larga parte confermate anche da un secondo rapporto, pubblicato da Westwood Global Energy. Gli autori passano al vaglio lo stato di attuazione dei progetti localizzati in Europa che dovrebbero permettere di raggiungere gli obiettivi UE idrogeno.

La situazione non è affatto promettente:

Non è tutto. Entrambi gli studi sottolineano un paradosso della sicurezza energetica nell’accelerazione europea sul vettore energetico. L’UE rischia di sostituire la dipendenza dal gas (russo) con quella da elettrolizzatori cinesi (che controllano il 60% del mercato globale) e da fornitori esteri di idrogeno. Inoltre, la concorrenza con gli USA, che sotto l’amministrazione Trump stanno accelerando su idrogeno blu e sussidi protezionistici, complica ulteriormente il quadro.

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