Rinnovabili

Cattura del carbonio: costi più alti della transizione alle rinnovabili

Cattura del carbonio costi più alti della transizione alle rinnovabili. Lo conferma uno studio dell'Università di Stanford.
Immagine generata con IA

di Alessandro Petrone

Un team di ricerca della Stanford University, guidato dal professor Mark Z. Jacobson, ha pubblicato su Environmental Science & Technology un’analisi comparativa sui costi energetici, sanitari e climatici della transizione energetica.

Il lavoro mostra che puntare sulle fonti rinnovabili per soddisfare l’intero fabbisogno mondiale di energia e calore è molto più vantaggioso, in termini economici e ambientali, rispetto all’adozione su larga scala di tecnologie di cattura del carbonio. Nei 149 Paesi esaminati, la transizione a un sistema alimentato da eolico, solare, geotermico e idroelettrico permetterebbe di abbattere i costi dell’energia del 60% e il consumo finale di oltre il 54%.

Cattura del carbonio vs elettrificazione da rinnovabili

I ricercatori hanno confrontato due scenari opposti: uno interamente basato su rinnovabili, con interventi di efficienza e mobilità sostenibile, e uno in cui i combustibili fossili vengono mantenuti con l’integrazione della cattura del carbonio.

La conclusione è netta: ogni dollaro investito nella cattura diretta o industriale del carbonio comporta costi superiori rispetto allo stesso investimento in impianti eolici, solari e idroelettrici. In più, la cattura comporta un aumento della domanda energetica, mentre l’elettrificazione la riduce.

Come funziona la cattura e il sequestro del carbonio

La cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) è una tecnologia per bloccare la CO₂ prima che raggiunga l’atmosfera. Viene applicata soprattutto in centrali elettriche e impianti industriali. La CO₂ può essere catturata prima della combustione, dopo la combustione o direttamente dall’aria. Quest’ultima opzione si chiama cattura diretta dell’aria (DAC).

Il gas viene filtrato usando solventi chimici o materiali assorbenti. Una volta isolata, la CO₂ viene compressa. Poi viene trasportata e iniettata nel sottosuolo, in formazioni geologiche profonde. Questo processo si chiama sequestro geologico del carbonio.

La CO₂ può essere stoccata in giacimenti esauriti o in falde saline. L’intero ciclo richiede molta energia, infrastrutture complesse e costi elevati. Secondo lo studio della Stanford University, è meno efficace rispetto alla sostituzione diretta dei combustibili fossili con le energie rinnovabili.

I veri costi della cattura del carbonio

Tra costruzione di impianti, consumo energetico per il funzionamento e costi infrastrutturali, le tecnologie di cattura del carbonio risultano dunque inefficienti e costose. Anche se alimentate da fonti rinnovabili, sottraggono energia che potrebbe essere usata per sostituire direttamente le fonti fossili. Il concetto chiave, sottolineano gli autori, è quello del “costo opportunità”: impiegare elettricità rinnovabile per catturare CO₂ impedisce di usarla per azzerare le emissioni alla fonte.

Benefici ambientali e sanitari della transizione

L’eliminazione della combustione porterebbe all’azzeramento dell’inquinamento atmosferico da energia, prevenendo fino a 5 milioni di decessi prematuri all’anno. Lo studio stima che il valore economico associato a questo beneficio sanitario ammonti a 33.800 miliardi di dollari annui, a livello globale. Le ricadute positive sarebbero evidenti soprattutto in India, Cina e Africa occidentale, dove l’inquinamento energetico pesa di più sulla salute pubblica.

Il modello sviluppato da Stanford simula domanda e offerta di energia in 29 aree del mondo, ogni 30 secondi, per tre anni. Lo scenario WWS integra produzione da fonti complementari, accumulo (batterie, idrogeno verde, pompaggio idroelettrico) e gestione intelligente della domanda, eliminando il rischio di blackout. La capacità installata è leggermente sovradimensionata (+9,5%) per garantire stabilità anche in condizioni meteo sfavorevoli.

Per i ricercatori, qualsiasi politica climatica che continui a sostenere la cattura del carbonio è inefficace. “L’unico modo per eliminare completamente gli inquinanti e i gas climalteranti è eliminare la combustione”, scrivono gli autori. I dati indicano chiaramente che l’elettrificazione da rinnovabili è la strada più efficiente, sicura e conveniente per decarbonizzare l’economia globale.

A questo link è possibile scaricare l’intera ricerca.

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