
Le energie rinnovabili nel Sud-est asiatico devono assumere un ruolo centrale nel percorso di sviluppo della regione, chiamata a soddisfare una domanda elettrica in forte crescita. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), solare ed eolico rappresentano le opzioni più competitive per garantire sicurezza energetica, contenere i costi e favorire la decarbonizzazione dei sistemi.
Una regione in corsa per soddisfare la crescente domanda di energia
Nel 2024 i consumi elettrici nei Paesi ASEAN sono aumentati di oltre il 7%, quasi il doppio della media globale. Le previsioni indicano che entro il 2050 la domanda sarà destinata a raddoppiare, trainata da urbanizzazione, sviluppo industriale e crescita del reddito disponibile.
Questa traiettoria mette sotto pressione sistemi ancora dominati da carbone e gas, in gran parte importati. La crisi energetica globale ha dimostrato la vulnerabilità della regione, spingendo governi e imprese a valutare con maggiore urgenza soluzioni alternative.
Solare ed eolico come pilastri della transizione nel Sud-est asiatico
Secondo l’IEA, il Sud-est asiatico dispone di un potenziale tecnico stimato in 20 TW di energia solare ed eolica, pari a circa 55 volte la capacità attualmente installata. Anche sfruttarne una parte limitata basterebbe per soddisfare la crescita dei consumi e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
I costi di queste tecnologie sono in netto calo: il fotovoltaico ha ridotto i prezzi del 90% dal 2010, diventando una delle fonti più competitive per la generazione elettrica. L’esperienza del Vietnam, dove in soli due anni sono stati aggiunti decine di gigawatt di fotovoltaico grazie a incentivi mirati, dimostra il potenziale di trasformazione che la regione può raggiungere.
Otto Paesi su dieci dell’ASEAN hanno già fissato obiettivi di neutralità climatica. Le rinnovabili, in questo scenario, non sono solo una scelta ambientale, ma uno strumento di politica industriale e di sicurezza energetica.
Infrastrutture e sicurezza energetica
Integrare quote crescenti di energia rinnovabile richiede una rete elettrica più moderna e flessibile. L’IEA evidenzia che, fino al 2030, le sfide restano gestibili con interventi mirati: maggiore flessibilità delle centrali convenzionali, migliori sistemi di previsione della produzione, aggiornamenti ai codici di rete e strumenti digitali per il monitoraggio.
Progetti come l’ASEAN Power Grid, volto a rafforzare le interconnessioni regionali, possono ridurre i costi e favorire lo scambio transfrontaliero di energia. Collegamenti più robusti, ad esempio tra Thailandia, Laos e Cambogia, consentirebbero di bilanciare solare ed eolico con l’idroelettrico, migliorando la stabilità del sistema.
Politiche e investimenti nazionali per le energie rinnovabili nel Sud-est asiatico
Per sostenere la transizione, diversi governi hanno introdotto strumenti innovativi per attrarre capitali privati. Le aste competitive per nuove capacità rinnovabili, già operative in Indonesia, Filippine e Malesia, hanno favorito maggiore trasparenza e riduzione dei costi. Cresce anche il ricorso ai Power Purchase Agreements (PPA), che consentono a imprese e utility di finanziare nuovi impianti a lungo termine.
Tra gli esempi più significativi:
- Indonesia: piano RUPTL 2025-34 con oltre 17 GW di solare e 11 GW di eolico.
- Malesia: quota di rinnovabili al 70% entro il 2050.
- Vietnam: con il PDP8, 36% di rinnovabili al 2030, spinta su fotovoltaico ed eolico offshore.
- Thailandia: obiettivo di 6 GW di nuova capacità solare entro il 2030.
A livello regionale, la prossima fase del Piano d’Azione per la Cooperazione Energetica (APAEC) 2026-2030 dovrà consolidare gli obiettivi fissati nella Vision 2045, rendendo il Sud-est asiatico un polo sempre più attrattivo per gli investitori.
Le prospettive al 2030 e oltre
Se nel breve termine l’integrazione di nuova capacità solare ed eolica appare gestibile, nel medio-lungo periodo sarà indispensabile puntare su accumulo, reti intelligenti e sistemi di gestione della domanda. Tecnologie come la ricarica intelligente dei veicoli elettrici, i condizionatori smart e lo stoccaggio diffuso contribuiranno a stabilizzare i sistemi e a contenere i costi.
L’IEA sottolinea che ogni dollaro investito oggi in flessibilità riduce sensibilmente i costi futuri di integrazione delle rinnovabili. Un messaggio chiaro per governi e imprese che guardano alle rinnovabili come occasione economica e occupazionale oltre che ambientale.
Come ha ricordato Sue-Ern Tan, direttrice del nuovo Centro di Cooperazione Regionale IEA a Singapore, la regione dispone di una “finestra di opportunità cruciale per costruire sistemi energetici sicuri, accessibili e sostenibili”.